Dopo il prelievo dei giorni scorsi, adesso il primo step sarà quello fissato nei laboratori del Ris a Roma dove saranno comparate le tracce trovate sui veicoli sequestrati nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio del sarto Umberto Esposito. I carabinieri del Comando Provinciale di Latina avevano posto sotto sequestro una Audi di proprietà di Fabrizio Faiola, indagato e in carcere con l'accusa di omicidio insieme alla compagna Georgheta Vaceanu. E poi l'esame ha interessato la vettura della vittima e infine un furgone bianco con cui sarebbe stato trasportato il sarto dal luogo della prigionia fino a La Fiora dove poi è stato ritrovato. Al termine dei prelievi eseguiti in un deposito giudiziario del capoluogo pontino dove sono custoditi i mezzi, i carabinieri dovranno comparare le tracce con i profili biologici dei due indagati e della vittima. Subito dopo l'arresto sia la Vaceanu che il Faiola, sono stati sottoposti al prelievo del Dna e la risposta di natura scientifica che arriverà nelle prossime settimane potrebbe mettere un punto fermo nell'inchiesta. Era stato il pm Cristina Pigozzo a chiedere l'accertamento tecnico irripetibile che si è svolto nei giorni scorsi e il secondo esame fissato invece per il 16 maggio a Roma, proprio per cristallizzare una ulteriore prova. I due indagati, difesi dagli avvocati Maurizio Forte e Benedetta Orticelli, sono sempre detenuti in carcere e anche il Tribunale del Riesame a cui il collegio difensivo si era appellato, ha confermato la sussistenza delle misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Latina che aveva convalidato il fermo disposto dalla Procura perchè secondo l'accusa i due indagati volevano fuggire e andare all'estero.
Le accuse per la coppia sono quelle di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e poi sequestro di persona, rapina e infine utilizzo frauduolento di carta di credito. Il movente dell'omicidio, avvenuto per asfissia meccanica come ha sostenuto anche il medico legale, sarebbe di natura economica, la coppia voleva infatti prendere i soldi di Esposito e poi scappare all'estero. In un caso avevano cercato di incassare due assegni per un importo di 50mila euro, i titoli di credito erano stati presi dal carnet di Esposito ed era stata apposta la firma falsa da parte dei due indagati. Umberto Esposito era scomparso il 14 marzo e il suo corpo senza vita era stato ritrovato alcuni giorni dopo a La Fiora in aperta campagna. L'uomo è stato attirato in una trappola, la Vaceanu gli aveva dato appuntamento a Latina Fiori dove poi l'anziano è stato narcotizzato e sequestrato.