Latina non è una città per lo sport. Si potrebbe partire da quella che sembra una provocazione, ma che mette solo in fila anni da dimenticare per lo sport cittadino ed i luoghi ad esso deputati, gli impianti, i campi di calcio, le piscine. Una cattiva stella favorita sulle rovine di quell'indagine Olimpia messa in dubbio fino alla Cassazione, ma di cui è rimasta in piedi proprio la coda legata al Latina calcio, a quei reati stretti a doppio filo con Maietta e la gestione privatistica dello stadio. E senza voler guardare agli strascichi pesanti della vicenda Mancini l'ultima beffa arriva dalla gradinata est del Francioni che sarà probabilmente pronta tra pochi giorni, quando servirà a ben poco con la squadra ormai scivolata in Lega Pro. Dopo un lungo iter caratterizzato dalle prescrizioni dei vigili del fuoco l'ultimo passaggio che mancava per aprire la gradinata, terminata da tempo e che era stata voluta per adeguare lo stadio alla serie B, prima bloccata sul fronte urbanistico e poi riavviata dopo l'annullamento dei piani, era la Scia anti incendio. Nei giorni scorsi l'intervento è stato avallato con una determinazione del settore lavori pubblici e ora lo stadio avrà la sua gradinata in bella vista, utile forse più al pubblico dell'Unicusano Fondi che non al Latina calcio. Ma i capitoli più spinosi dello sport cittadino sono senza dubbio la piscina scoperta chiusa e gli impianti sportivi concessi in affitto senza contratto (gli ultimi sono scaduti a fine 2015) e senza canoni corrisposti al Comune. A causa del contenzioso legale tra Nuoto 2000 ed ente da più di duecento giorni l'impianto di via dei Mille è stato chiuso dal gestore privato, con il risultato di atleti persi e costose trasferte per le due società di pallanuoto costrette tutto l'inverno ad esiliare in altre città. Una concessione definita dal sindaco "patologica" ma ancora irrisolta. Ma patologica è anche la situazione degli impianti sportivi, più di trenta strutture dove giocano e si allenano oltre mille ragazzi tra settori giovanili e categorie minori di svariati sport e dove il Comune "gioca" sul filo del rasoio: non solo l'ente con i canoni di affitto potrebbe incamerare circa 350mila euro, per ora inevasi, ma assegnando gli impianti e rimettendoli in sicurezza tutelerebbe società e sportivi. Basterebbe citare la piscina coperta il cui stato di degrado tra copertura e tribune è stato attestato recentemente, ma anche il resto del patrimonio sportivo dell'ente non gode di buona salute perché è ora affidato in base a contratti scaduti e non rinnovati in attesa delle nuove assegnazioni. Dalla terra al mare: anche la chiusura del Fosso Mascarello pone un problema rilevante sul fronte sportivo visto che i circoli subacquei vevano in calendario gare Fipsas che hanno dovuto annullare. «Completeremo il regolamento per la concessione delle strutture - ha preannunciato Coletta - e incontreremo prima le federazioni e poi le singole società». Ma i tempi non potranno essere brevi e i templi dello sport rischiano di restare sempre più vuoti.