La vicenda Metro arriva ad un punto cardine sul fronte del contenzioso civile perché entro questo mese il Comune dovrà (eventualmente) confutare con perizia la richiesta di risarcimento da 38 milioni di euro presenta dalla società MetroLatina spa per la mancata attuazione del progetto di finanza per l'opera di collegamento tra lo Scalo e il Centro (primo stralcio del progetto).
La citazione è stata depositata dalla società a dicembre 2014 e contiene molteplici contestazioni basate su impegni assunti dall'ente negli anni dal 2007 in poi, in particolare dopo il 2010, quando cioè era stato individuato in MetroLatina spa il partner per la costruzione del binario e la messa in funzione della tramvia per la quale erano anche stati ordinati sette vagoni che non risultano pagati.
Ma quando questa storia giudiziaria mancavano alcuni tasselli: uno è diventato pubblico, e dunque disponibile anche per la controparte Comune di Latina, soltanto a febbraio 2017 con il sequestro di beni agli indagati per lo scandalo della metro medesima nella truffa con falso che aveva mandato avanti un progetto su cui non esistevano i soldi necessari a farlo andare avanti e l'ente ne era consapevole perché non ha mai avuto il nulla osta della Regione che invece era fondamentale in quanto i vagoni avrebbero potuto viaggiare solo con il contributo regionale per il tpl (trasporto pubblico locale).