A distanza di quasi due settimane dallo scoppio dell'incendio che ha devastato il deposito di rifiuti della "Eco Servizi per l'Ambiente" - la ex "Eco-X" - di Pomezia, i cittadini della località alle porte di Roma e del suo hinterland iniziano a porsi delle domande su come sarà gestita la fase del post-rogo.
L'interrogativo più ricorrente è, chiaramente, legato alla bonifica dei luoghi, anche in virtù delle sostanze che si trovano nell'area devastata dalle fiamme.
Subito dopo lo spegnimento del rogo da parte dei vigili del fuoco - che comunque continuano a tenere sotto controllo l'area - il sindaco Fucci (su sollecitazione della Asl Roma 6) ha firmato un'ordinanza con cui ha disposto la bonifica dei luoghi, chiedendo la rimozione in sicurezza del materiale incendiato, di quello restante e dell'amianto che si trova incapsulato - e danneggiato - sul tetto di uno dei capannoni.
Di fatto, però, queste operazioni non potranno essere effettuate nel giro di pochissimo tempo: a distanza di poche ore dal rogo, infatti, la Procura di Velletri - in persona del Procuratore capo Francesco Prete e del sostituto Luigi Paoletti - ha disposto il sequestro dei capannoni, al fine di poter indagare meglio sulle cause e su tutto quanto è connesso con l'incendio, col fascicolo d'indagine che ricordiamo esser stato aperto per le ipotesi di reato di incendio colposo e inquinamento ambientale colposo.