La cesura con il passato da una parte ed una netta scelta di legalità dall'altra. Sono i due poli attorno a cui ruota la scelta della nuova amministrazione di cambiare l'intitolazione del parco Mussolini, una opzione divisiva nella città fondata dal Duce e dove ancora i conti con il passato sedimentano polemiche e nostalgie. Se ne parla da quando il sindaco ha scelto la strada coraggiosa e mai battuta, toccare quel nome scomodo sulla targa del parco più grande della città (intitolato prima al fratello di Mussolini, poi anestetizzato in parco Comunale dal podestà nel 1943 e ridiventato Mussolini con un atto mai siglato in giunta dal sindaco Finestra) e sostituirlo con i due giudici simbolo di legalità, Falcone e Borsellino. Dopo il voto in commissione dell'8 giugno e quello del consiglio comunale il 28 giugno trascinati tra le polemiche per il no delle opposizioni, mercoledì arriverà il suggello definitivo nel giorno della strage di via di D'Amelio alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini che ha "benedetto" l'operazione. Una presenza che ha già acceso il web per quelle dichiarazioni («ci sono persone a disagio quando passano sotto i monumenti fascisti») che per una parte di Latina valgono come la scintilla sulla miccia.

Il coro delle contestazioni
Scontato appurare che accanto alla manifestazione ufficiale ne correrà una parallela, il controcanto di movimenti, cittadini e partiti che si stanno organizzando per inscenare una "protesta pacifica". Così la definisce Angelo Tripodi, («niente fischietti e trombe ma un corteo pacifico, dialoghiamo con la Digos e li ringraziamo per il loro lavoro») vicecoordinatore regionale del Movimento nazionale per la sovranità ma in questa occasione semplice cittadino che tira le fila di un gruppo eterogeneo tra cittadini, associazioni (saranno presenti ad esempio i diportisti), attivisti politici (ci saranno esponenti di Fiamma Tricolore, Popolari per l'Italia, Insieme per l'Italia, Forza Nuova). «Questa è una manifestazione di popolo che non nasce solo dalla contrarietà alla Boldrini e da una questione ideologica legata al cambio del nome ma dal malcontento diffuso nell'appurare come stia lavorando l'amministrazione che si preoccupa di intitolare il parco avendo lasciato una città allo sbando». Per Tripodi va contestata la Boldrini («Non capace e ideologica») e il sindaco che ha mal gestito la vicenda avendo dichiarato di non saper spiegare a suo figlio chi era Arnaldo Mussolini».

Casapound e De Monaco
Si sta organizzando anche Casapound che mercoledì organizzerà un dissenso in forma goliardica e provocatoria. «Faremo una proposta a modo nostro perché non vogliamo prestare il fianco a contro polemiche che ci additino "come i soliti». Quello che ci infastidisce è la presa di posizione da furore ideologico e un sindaco che ha tradito il mandato elettorale "da civico". Nulla questio sui giudici ma voler cancellare il nome di Mussolini e non voler rispettare la storia di questa città. C'è da dire che bisognerebbe uscire da questo clima da finale di calcio per l'intitolazione del parco: C'è chi si risveglia solo in queste occasioni mentre la politica c'è da farla tutti i giorni e non solo da dietro una tastiera". Per Salvatore De Monaco, coordinatore regionale dell'Msi, non c'è da fare alcuna protesta. «Noi abbiamo un alto senso delle istituzioni e della cariche dello Stato, il dibattito politico si fa in modo ragionato».