F. P. ex impiegato di banca di 67 anni di Scauri è il figlio di Monsignor Raffaele Bergantino, già parroco di Tremensuoli di Minturno.
Questo è il risultato del test di paternità richiesto da colui che, ora, è da considerare il figlio del sacerdote, morto nell'ottobre del 2006. La comparazione del Dna di Monsignor Bergantino e quello dell'impiegato di banca è risultato positivo, dopo la riesumazione della salma, disposta dal giudice civile del Tribunale di Cassino, Gabriele Sordi, su richiesta degli avvocati Alfredo D'Onofrio e Gianfranco Testa, che assistono il Possenti.
Come si ricorderà il 20 febbraio scorso i periti nominati dal Tribunale di Cassino, il medico legale Lucia Broccoli ed il genetista Giovanni Neri, hanno proceduto al prelievo dei campioni dalla salma, che è tumulata presso il cimitero di Minturno. Qui si sono svolte le operazioni, alla presenza anche del perito nominato dalla famiglia del sacerdote, il dottor Stefano Melchiorri. I due periti hanno prelevato frammenti del femore, riposti all'interno di speciali contenitori. I reperti sono stati analizzati e hanno chiarito in maniera definitiva che il sacerdote è il padre naturale dell'ex impiegato di banca. In verità i risultati erano noti da tempo alle parti interessate, ma ieri la notizia è trapelata, confermando ciò che, comunque, in paese si sapeva da tempo. Il parroco di Tremensuoli, originario di Castelnuovo Parano, ha guidato i fedeli della frazione di Minturno per oltre mezzo secolo; qui vi prestava la sua opera la perpetua, dal cui rapporto è nato il 67enne di Scauri. Quest'ultimo alla morte della madre ha ottenuto il disconoscimento della paternità di quello che era indicato come il suo genitore legittimo. Un uomo che viveva a Roma, il quale è stato tumulato nel cimitero della Capitale e che dal test del Dna non è risultato essere il genitore del P.  Dunque la riesumazione assumeva un'importanza fondamentale per stabilire se l'ex impiegato di banca può pretendere la quota legittima dei beni lasciati anche nella zona del cassinate dal prete e recuperare, in caso di revisione del lascito testamentario, dei canoni di locazione incassati dalla sorella del religioso.