Il teatro D'Annunzio, proiettato dall'amministrazione sulla strada di un modello pubblico privato ed in attesa che si appronti il bando di concessione, verrà intanto rimesso in completa sicurezza per poter ottenere l'agibilità. Una buona notizia che però deve fare i conti con la vecchia proposta progettuale che prevedeva la riduzione del palcoscenico, quella che aveva sollevato un anno fa le proteste di attori e associazioni culturali. Si tratta di una scelta inevitabile per tempistica e risparmio anche se meno tecnicamente meno invasiva di quella studiata due anni fa, secondo quanto emerge nelle determinazioni per la ristrutturazione e rimessa a norma approvate dalla giunta il 10 agosto. A seguito di varie riunioni e di sopralluoghi eseguiti dal nuovo Rup Paolo Rossi in coordinamento con il direttore dei lavori, è infatti emersa la difficoltà di conciliare i tempi delle nuove procedure di gara da attivare per la concreta realizzazione delle opere con i tempi di inizio della stagione teatrale. In sostanza per non essere costretti a interdire di nuovo la struttura e per consentire gli spettacoli ad ottobre si dovrà procedere con la vecchia soluzione (che è anche più economica rispetto alla somma prevista di 330mila euro) che prevede una riduzione di centocinquanta metri del palcoscenico per l'inserimento di due muri tagliafuoco.

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