La sera di sabato era uscito di casa lasciando intendere che sarebbe andato a divertirsi, ma non ha fatto più rientro e quando si sono intensificate le sue ricerche ormai il peggio era fatto. Probabilmente tra domenica notte e la mattina di ieri Vittorio C., ventiquattrenne di Pontinia, aveva già maturato l'estremo gesto. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Latina lo hanno trovato nel capoluogo intorno alle 11.30 di ieri: il suo corpo giaceva esanime al sedile di guida della sua automobile, parcheggiata in piazza Moro.
Gli investigatori dell'Arma stanno compiendo tutti gli accertamenti del caso per fugare ogni dubbio. L'ipotesi presa in considerazione resta quella del suicidio, ma gli inquirenti non vogliono lasciare nulla di intentato e alcune circostanze restano poco chiare.
I dubbi sono legati principalmente al fatto che il giovane non avesse mai manifestato un malessere interiore tale da giustificare il gesto che ha compiuto. Per i familiari è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Un vero e proprio dramma, alimentato dal dolore che può provare chi sente il peso di non avere letto, nei suoi comportamenti, nel suo carattere, il tarlo che lo annientava. Un gesto incomprensibile per chi lo conosceva bene e l'unico indizio che sembra fornire una chiave di lettura, è lo zainetto nel quale Vittorio aveva messo alcune copie del proprio curriculum vitae: a parte qualche lavoretto nell'azienda agricola di famiglia, un lavoro vero e proprio non ce l'aveva.