Un affare da quindicimila euro al mese, centottantamila nel giro di un anno, la durata complessiva del contratto che non è mai stato ratificato. Tanto avrebbero incassato la dottoressa Maria Paola Gallinari e consorte, il medico legale Carlo Del Pero, se i sigilli della Polizia Locale di Latina non avessero fermato il cantiere col quale stavano trasformando la villa di strada Mortellette, in zona Nascosa, in un centro di accoglienza per richiedenti asilo politico. Tanto avrebbe sborsato la cooperativa per la sistemazione di un centinaio dei 140 migranti che in questi giorni stanno lasciando l'ex hotel Casal delle Palme, utilizzato fin quando alla proprietà non è stato intimato lo sfratto per questioni che non attengono alla gestione dei profughi.
Con una rata mensile di quella portata la proprietà avrebbe ampiamente ripagato i lavori di allestimento dell'immobile che, fino a qualche mese fa, reduce dalla sanatoria, versava ancora in uno stato primordiale. Ma i coniugi Del Pero non hanno avuto l'accortezza di rispettare le richieste scrupolose che la cooperativa aveva posto come condizione: esibire tutte le certificazioni necessarie e il contratto di locazione sembra essere a non andare in porto.
In seguito all'esposto dei cittadini della zona, che avevano invocato tutti i controlli necessari a stabilire la legittimità dell'intervento edilizio, Polizia Locale e tecnici comunali dell'antiabusivismo hanno scoperto che le cose, in strada Mortellette, non procedevano proprio nel pieno rispetto delle norme. In attesa di capire se fosse legittimo l'aumento di volumetria in applicazione del piano casa, è stato appurato comunque che i venti metri quadrati circa in eccesso sono stati realizzati in un punto diverso, dell'edificio, rispetto al progetto presentato in Comune.