C'è qualcosa di sadico nella gestione del personale operata dall'amministrazione comunale di Latina a guida Damiano Coletta. Un sadismo sottile, gestito coi soldi pubblici, che dietro il paravento della "legalità" sta demolendo i pilastri che aveva piazzato il commissario prefettizio Giacomo Barbato. Nel giro di un anno e mezzo l'epurazione è stata completata. Prima è stato mandato via il segretario generale Pasquale Incarnato, ora dopo una lunga serie di spostamenti e cambi di ruolo è stato praticamente messo alla porta il dirigente Giovanni Della Penna. L'ultimo atto nei suoi confronti da parte dell'amministrazione è stato spedirlo in ferie forzate fino al 30 giugno del 2018 quando l'architetto Della Penna, avrà maturato la pensione. Un po' quel che accade nelle aziende private quando si vuole licenziare qualcuno. Il tutto comunicato attraverso un messo comunale, nemmeno il disturbo di farlo di persona.