L'espressione la usa Olivier Tassi rendendo bene l'idea: parlare del cimitero è come muoversi su un campo minato, dove basta un passo falso per far esplodere tutto. Sarà stato per questo che ieri non sono bastati due assessori (Briganti e Ranieri), e tre dirigenti (l'avvocato Di Leginio, la Lanzillotta dei lavori pubblici e il dirigente all'Europa già in congedo pre-pensionamento Della Penna) nella commissione Trasparenza presieduta dalla Zuliani per rispondere con chiarezza sui punti oscuri del rapporto tra Ipogeo e Comune e sulle domande poste dalle associazioni di consumatori Codacons e Codici. Una materia complessa e multidisciplinare che attraversa vari settori, gravata da un contenzioso da 14 milioni di euro, da interrogazioni parlamentari, da una inchiesta della Corte dei Conti, da tentativi transattivi falliti negli anni e addirittura da un regolamento di polizia mortuaria pronto da quattro anni e mai arrivato in consiglio comunale. Chi più ne ha più ne metta in una vicenda che tutti conoscono da tempo, compresi gli attuali amministratori, ma su cui nessuno mette la mano a rischio di bruciarsi. A loro i presidenti delle associazioni Cusumano e Bottoni hanno chiesto risposte per conto dei cittadini che arrivano ai loro sportelli ma senza poter dirimere fino in fondo i loro dubbi. A cominciare da Bottoni che ha posto il problema degli avvisi affissi da Ipogeo un anno fa e scaduti da poco che invitavano i cittadini a regolarizzare le sepolture pena la decadenza delle concessioni con "minaccia" di estumulazioni e ha ribadito che il rapporto che vige tra cittadino e Comune è quello in piedi al momento del contratto stipulato.