Il loro coinvolgimento nelle ultime operazioni di polizia e carabinieri conferma che il degrado delle autolinee nasconde un fenomeno altrettanto preoccupante. Sempre più giovani migranti finiscono nel vortice della microcriminalità: attirati da guadagni facili, si ritrovano a fare gli spacciatori, sfruttati dai trafficanti di droga. Parliamo soprattutto dei minori non accompagnati che sono approdati in Italia con gli ultimi flussi di disperati e attirano le attenzioni dei sodalizi criminali più disparati, alla continua ricerca di manovalanza. L'ultimo caso risale a venerdì, quando le pattuglie della Squadra Volante hanno denunciato un diciassettenne ivoriano per possesso di stupefacenti ai fini di spaccio.
Se è vero che alcuni dei giovanissimi che finiscono per delinquere da noi, soprattutto i nordafricani, provengono dai contesti sociali già difficili del loro paese d'origine - come dimostra la facilità con cui passano dallo spaccio di stupefacenti alle rapine, anche violente, tradendo una cerca dimestichezza col malaffare - c'è da dire che questo fenomeno inizia a estendersi in maniera preoccupante anche ai richiedenti asilo politico di altre etnie e nazionalità.
Finora lo spaccio alle autolinee, in particolare il mercato di hascisc e marijuana, e il fenomeno delle rapine agli studenti, coinvolgevano quasi esclusivamente i giovani egiziani, come dimostra l'arresto dei carabinieri di pochi giorni fa, quando in manette era finito un diciottenne reduce dall'esperienza in casa famiglia e un suo amico minorenne ospite di un centro di accoglienza in un paese dei Monti Lepini è stato affidato al carcere minorile. Questa volta invece a mettersi nei guai è stato un adolescente originario della Costa d'Avorio, alloggiato anche lui presso una casa famiglia per minori fuori Latina.
A preoccupare è soprattutto il mondo che c'è dietro questi giovani spacciatori, perché appare evidente che non abbiano la capacità economica, tantomeno i contatti se vogliamo, per avventurarsi negli ambienti dello spaccio. È più di un sospetto che sia qualcuno a mettere loro in mano dosi di hascisc e marijuana da spacciare, con la promessa di riconoscere loro una percentuale sui ricavi.
Venerdì le cose sono andate come al solito: all'arrivo di una pattuglia della Squadra Volante il fuggi fuggi generale, ma uno dei ragazzi è stato bloccato e invitato a vuotare le tasche. Sono saltati fuori alcuni ciuffi di marijuana e uno smartphone troppo costoso per le sue capacità.