Il primo tentativo di vendita all'asta risale alla primavera del 2015, quando lo stabilimento Pacifico di Via Carrara a Tor Tre Ponti valeva sulla carta quasi 23 milioni di euro. Poco meno di tre anni dopo, inutilmente esperiti sei tentativi di vendita, il valore del bene è precipitato a poco più di 7 milioni di euro, e all'orizzonte non si vedono acquirenti. La curatela del fallimento ha smesso di credere che le gare siano andate finora deserte per favorire il progressivo abbassamento del valore degli immobili e comincia a ritenere problematica l'alienazione.
Il bene è composto da una piastra commerciale di circa 4500 metri quadrati di superficie più due capannoni, uno di 12.000 metri quadrati e l'altro di 7.000, adibiti a lavorazione e conservazione delle merci; nel giro di pochi anni, quello che era stato un fiorente ed invidiatissimo centro commerciale e di distribuzione ha visto cambiare attorno a sé le condizioni che oltre trent'anni fa lo avevano reso assolutamente competitivo. L'ampiezza delle superfici, sia quella del centro commerciale che quella dei capannoni, sono diventati un problema anziché un valore, e lo stesso è per la posizione della struttura, incuneata a ridosso dell'Appia, un'arteria stradale oggi considerata minore, tagliata fuori dall'asse della Pontina e inutilmente vicina alla linea ferroviaria sprovvista di un centro intermodale di parcheggio e smistamento delle merci.

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