Dovrà scontare sei anni di reclusione l'uomo di Latina arrestato dalla Squadra Mobile la scorsa primavera con la pesante accusa di aver violentato una bambina di 11 anni, figlia della convivente. E' la sentenza emessa ieri pomeriggio dal giudice del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone nei confronti dell'imputato, L.F., queste le sue iniziali, 52 anni, residente nel capoluogo pontino, detenuto in carcere e colpito anche da una misura restrittiva. L'uomo, difeso dagli avvocati Francesco Vasaturo e Valentina Quattrociocchi, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, godendo così della riduzione di un terzo della pena e ieri si è svolto il processo davanti al pubblico ministero Giuseppe Miliano che nel corso della sua requisitoria aveva chiesto la condanna per l'imputato a otto anni di reclusione.
In aula la pubblica accusa prima di arrivare alla richiesta ha ricostruito i fatti elencando le prove raccolte e partendo dall'attendibilità del racconto offerto dalla parte offesa e di una ricostruzione considerata genuina. Poi la parola è passata alla difesa che ha cercato di smontare le accuse e dopo la discussione e al termine della camera di consiglio il giudice ha emesso la sentenza.
Il quadro processuale per l'uomo era molto articolato ed era stata contestata anche l'aggravante del rapporto di convivenza. Era stata la parte offesa a riferire gli abusi e tutti gli episodi di violenza sessuale che è stata costretta a subire e aveva scelto e aprirsi confidandosi con la mamma ed è a quel punto che è stata presentata una denuncia in Questura.