In molti si stanno chiedendo quando il cuore della città e le aree limitrofe verranno addobbate per le feste, forse accompagnati da quella dose di scetticismo che negli ultimi anni correda l'arrivo del Natale sin dai tempi di Di Giorgi (celebre l'anno in cui l'8 dicembre ci si dimenticò dell'albero) in un'area delicata che ha vissuto anni difficili tra la crisi e i contraccolpi della ztl. Sembra che la risposta arriverà a giorni perché già da lunedì inizieranno le operazioni di montaggio di 44 casette di legno, le strutture (triplicate rispetto alle prime edizioni) che da qualche anno si snodano tra Via Pio VI, via Eugenio di Savoia e Corso della Repubblica. A rispondere all'avviso del Comune e a presentare la proposta progettuale più ricca ed ammessa alla manifestazione è stata anche quest'anno l'associazione Art'è di Emanuele Forzan che offrirà il classico mercatino di artigianato artistico (dal 7 dicembre al 4 dicembre) che spazierà dai dolciumi all'oggettistica alle opere di ingegno.

Nessun equivoco stavolta sulle competenze e i pagamenti dopo le polemiche dello scorso anno: le casette pagheranno occupazione di suolo pubblico e corrente e a carico dell'organizzazione ci sarà la giostra antica che farà da contorno ai mercatini è un infopoint, ma anche altre iniziative come la casetta di Babbo Natale e il trenino per il secondo anno e anche un'area ludica per bambini. Tornerà anche l'albero di Natale come Latina ricordava negli ultimi anni prima del commissariamento: altissimo, di forma conica e pieno di luci, sarà collocato nello spiazzo antistante il bar Poeta. Sembra che anche quest'anno saranno donate delle piante ornamentali dal vivaio Aumenta, veri e propri complementi d'arredo che però saranno probabilmente collocati sul marciapiede e non sulla strada perché nell'ultima commissione di vigilanza che deve dare il nulla osta alla manifestazione è stata eccepita la posizione che non consente il passaggio dell'ambulanza.

E le luminarie? Con il supporto di Confcommercio che ha sensibilizzato gli esercenti del centro, quest'anno raddoppieranno con 55 fili di decorazioni luminose su tutta l'area della ztl e non solo: grazie al contributo dei commercianti che si sono autotassati si potrà coprire anche l'area che va dal Monte Paschi fino al bar Friuli, 400 metri lineari in più per rendere più decoroso l'aspetto complessivo del centro. Con parte del ricavato dei soldi raccolti si sta pensando anche di arricchire i fine settimana con artisti di strada ma questo particolare è ancora al vaglio. Dovrebbe esserci la pista del ghiaccio anche quest'anno ma da collocare nell'area retrostante il Cambellotti, pure qui si è in attesa delle autorizzazioni, da lunedì il quadro delle attrazioni sarà più chiaro.

Ci saranno altri mercatini anche fuori dalla ztl come specificato in una recente delibera di giunta, in piazza Santa Maria Goretti, piazzale Prampolini, piazza Moro, via Cervone, Q4, La Chiseuola, Latina Scalo e i borghi San Michele, Grappa, Montello, Sabotino e Faiti. Dodici zone in tutto in cui sarà possibile fare domanda e presentare un progetto per mercatini con prodotti che dovranno avere come tema il Natale ed in particolare: articoli e decorazioni natalizie, alberi di Natale, stelle natalizie e piante in genere, giocattoli, articoli da regalo, gadget, bigiotteria, anche di creazione artigianale e opere del proprio ingegno, libri, sciarpe, guanti e cappelli, giochi pirotecnici.

Tutti contenti? No, perché ieri Confesercenti Latina ha espresso il suo disappunto in una nota a firma della presidente Susanna Gloria. «Ancora una volta questa amministrazione nel vuoto di idee ci consegna un mercato! Un mercato che anno dopo anno diventa più grande ed invadente sottraendo incassi e perciò "sopravvivenza a chi tutto l'anno aspetta il periodo delle feste per far quadrare i conti delle proprie attività. Esistono aree deputate per lo svolgimento dei mercati, crediamo che il centro della nostra città abbia bisogno di tutto eccetto che di attività commerciali a tempo in quanto è evidente che l'offerta presente è più che soddisfacente sia in termini di numeri che di diversificazione delle offerte».