I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato e hanno depositato nei giorni scorsi le motivazioni del decreto di sequestro preventivo per un importo di due milioni di euro dell'indagine Starter per presunti reati fiscali e societari relativi all'Unione Sportiva Latina Calcio. La società nerazzurra era stata dichiarata poi fallita dal Tribunale nel marzo del 2017. I giudici della Suprema Corte presidente Domenico Carcano, relativo Fabrizio D'Arcangelo, hanno respinto il ricorso presentato dai legali che assistono l'imprenditrice Paola Cavicchi, ex presidente del Consiglio di Amministrazione della società pontina e dei figli.
Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti è stata condotta una gestione impropria di alcune società prossime alla decozione e liquidazione quale veicolo per il passaggio di fondi di natura incerta. Il provvedimento di sequestro richiesto dalla Procura era stato poi confermato dal Tribunale del Riesame di Latina. «L'aumento del capitale - hanno scritto i giudici della Corte di Cassazione - era stato posto in essere in una situazione di rilevante esposizione debitoria e di ingente sottocapitalizzazione».

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