L'ex direttore generale della Asl di Latina, Michele Caporossi, oggi manager della Asl della provincia di Ancona, ha appena ottenuto dalla Regione Marche un finanziamento di 18 milioni di euro per l'acquisto delle migliori tecnologie radiologiche da destinare all'ospedale Torrette di Ancona. Con quei 18 milioni, Caporossi ha pensato bene di ordinare l'acquisto di un Tac Force e di un tomografo ibrido Pet-Rm 3 Tesla, esattamente la stessa strumentazione prevista in origine per il Centro di Alta Diagnostica di Latina. C'è da dire che Michele Caporossi a suo tempo si era visto costretto a studiare con cura il progetto del Centro di Alta Diagnostica, perché è proprio sotto la sua direzione della Asl di Latina che si era dovuta cambiare in gran fretta la sede del Centro, originariamente prevista nei locali del 118 all'interno del cortile dell'ospedale Santa Maria Goretti. Ed era stato lo stesso Caporossi, di concerto con gli uffici della Regione Lazio, a perfezionare i termini dell'accordo tra la Fondazione Roma e la Asl per l'utilizzo dei macchinari per fini diagnostici e di ricerca.
Vogliamo domandarci per quali ragioni oggi Caporossi punti ad investire 18 milioni su macchinari che qualcuno dell'amministrazione comunale di Latina si ostina a definire superati? Il sindaco Coletta, nella sua veste di cardiologo del Goretti, è stato «dipendente» di Caporossi ed avrà certamente la confidenza per chiedere direttamente a lui perché abbia deciso di acquistare una Pet-Rm 3 Tesla.
Ma più ancora di Coletta, è il consigliere comunale e provinciale Maria Grazia Ciolfi a dover riflettere sulla scelta di Caporossi: essendo la Ciolfi un'ottima radiologa, non dovrebbe avere alcun bisogno del parere del presidente nazionale dell'Airm per farsi un'idea della profonda differenza che c'è tra una Pet e una Pet-Rm ibrida.
E poi, una volta per tutte, ma da dove viene fuori questa storia del macchinario alternativo e della rimodulazione del progetto originario?
Se c'era qualcuno che poteva avere una ragione per cambiare le carte in tavola, questo poteva essere soltanto chi ha promosso il progetto del Centro di Alta Diagnostica di Latina, e nessun altro, visto che la Fondazione Roma ha garantito che l'impegno finanziario a sostegno del progetto non cambia.