Due ore e cinque minuti sono servite al pubblico ministero Marco Giancristofaro per ricostruire il delitto di via Selciatella del giugno 2016, costato la vita a Rosa Grossi, 88 anni e il movente dell'unico imputato, il figlio della donna, Giovanni Zanoli. Al termine della requisitoria il pm ha però dovuto riconoscere che il delitto, omicidio volontario, sebbene aggravato dal rapporto di parentela e dalle modalità con cui è stato consumato, è avvenuto in un momento di raptus. Attenuanti che sarebbero quindi prevalenti sulle aggravanti e che hanno portato l'accusa a chiedere una pena di 14 anni di reclusione. Tre anni e quattro mesi invece la condanna chiesta per Victor Popa, accusato del tentato furto aggravato in casa della donna. Le conclusioni della difesa di quest'ultimo sono in programma per il pomeriggio mentre la difesa di Zanoli, sostenuta dall'avvocato Marino le esporrà la settimana prossima. Poi la Corte di Assise si riunirà per decidere.