A Latina potrebbe essere più facile e veloce costruire un quartiere che vedere edificare tre chioschi amovibili di legno sul lungomare. E' la storia recente (e intricatissima) delle otto aree pubbliche sul lungomare di Latina nel tratto B "per lo svolgimento di servizi minimi connessi all'utilizzazione dell'arenile" (così recita il bando), ma che si sono per ora tradotte solo in un deserto lungo a due anni a sinistra di Capo Portiere. Ora con un bando che si trascina da tempo, costellato di ritardi burocratici, intoppi e rinunce, segnalazioni alle forze dell'ordine e tre imprenditori superstiti pronti "all'impresa", l'ennesima tegola arriva da uno degli ultimi pareri necessari ad arrivare al permesso ad edificare le strutture a partire dal prossimo 1 aprile. Si tratta del nulla osta dell'ente Parco, istituzione preposta alla tutela ambientale e a vigilare su manufatti che ricadono nella Zps Parco Nazionale del Circeo. Il parco, in una nota recapitata a metà agosto alle ditte, al Comune, alla Regione e alla Forestale ha chiesto alcuni correttivi all'ufficio Suap del Comune subordinando a queste prescrizioni l'autorizzazione alle due ditte Missile e Cometa Service assegnatarie delle postazioni dei chioschi 2 e 3 (congelata dal Comune invece la postazione numero 1 che si sospettava fosse legata alle molte rinunce arrivate la scorsa primavera).