La revoca dei gradi a un vigile urbano del Comune di San Felice Circeo non è più soltanto un caso politico, terreno di scontro fra maggioranza e minoranza. Ora la vicenda sarà discussa nelle aule di giustizia del Tribunale amministrativo di Latina, dove domani in Camera di consiglio sarà celebrata l'udienza. L'agente destinatario del provvedimento di revoca ha chiesto l'annullamento, previa sospensiva, degli atti. Domani si discuterà proprio dell'istanza cautelare e il Comune, difeso dall'avvocato Corrado De Angelis, si è costituito in giudizio.
È il 4 luglio 2017. Il vicecomandante Gino Di Prospero e un altro agente della polizia municipale scrivono al sindaco Giuseppe Schiboni e al segretario comunale. Chiedono - così viene riportato negli atti amministrativi - di valutare la possibilità di annullare la determina 147 del 22 marzo 2017 e la successiva disposizione di servizio del 31 dello stesso mese. Si tratta di provvedimenti che a loro dire sarebbero stati emanati «con vizi di legittimità, con palese disparità di trattamento e (sarebbero) privi di precetti di logica e imparzialità».
Gli atti in questione riguardano un assistente capo della Municipale individuato dapprima come responsabile del coordinamento e del controllo e poi nominato ispettore superiore di polizia locale. Un "aumento" di grado che non comporta alcuna differenza retributiva.
La Giunta chiede un parere all'avvocato De Angelis. «La determinazione - ha scritto il legale nella nota inviata al Comune - risulta viziata e per l'effetto illegittima e meritevole di essere revocata e/o annullata in autotutela onde ripristinare la legittimità dell'azione amministrativa». La revoca è poi arrivata.
Gli atti in questione sono stati impugnati dal destinatario del provvedimento. Domani l'udienza davanti ai giudici amministrativi per decidere sulla sospensiva.