È stato assolto Antonio Martone, arrestato oltre un anno fa insieme ad altre 12 persone nell'ambito dell'operazione Promotor Fidei, che aveva portato alla luce un traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il 60enne fondano, difeso dall'avvocato Guglielmo Raso, è stato arrestato il 13 ottobre del 2016 dai finanzieri di Roma con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale. Ieri pomeriggio Vilma Passamonti, gip di Roma, ha assolto Martone - che ha scelto di essere processato con il rito abbreviato - a cui erano stati concessi gli arresti domiciliari dopo aver trascorso 8 mesi in carcere. Dopo 1 anno e 2 mesi di custodia cautelare è arrivata la libertà. Il pubblico ministero aveva chiesto 5 anni e 4 mesi di condanna. L'avvocato Raso annuncia di attendere il deposito delle motivazioni, tra 90 giorni. Dopodiché valuterà la presentazione dell'istanza di equa riparazione per la detenzione «ingiustamente sofferta». E commenta: «Sono stato partecipe non solo della vicenda giudiziaria di Martone, ma anche di quella emotiva. Abbiamo sempre sostenuto l'assoluta insussistenza del reato associativo, ribadendo più volte che non avrebbe dovuto nemmeno essere arrestato e tratto a giudizio. Oggi questa sentenza accoglie la nostra tesi. Ciò non toglie che la lunga custodia cautelare ed il tormentato processo hanno duramente provato il mio assistito, soggetto incensurato noto come onesto commerciante gravemente leso nella sua reputazione e nel suo equilibrio psicofisico». Le investigazioni, condotte dagli specialisti del Gico del nucleo di polizia tributaria della Capitale, hanno preso spunto dai rapporti di collaborazione internazionale tra il comando generale del Corpo e la polizia federale di Bruxelles, che nell'agosto del 2014 aveva fornito input informativi su un traffico di narcotico proveniente dalla Repubblica Dominicana e destinato a diversi Paesi europei. I finanzieri hanno individuato un presunto sodalizio attivo a Roma, Verona, Perugia e in provincia di Latina. Secondo le indagini, il 60enne Martone avrebbe vestito i panni di un corriere del denaro, soldi che sarebbero dovuti arrivare in Brasile. Ipotesi, questa, contestata sin dalle prime battute dalla difesa, la cui tesi è stata ora avallata anche dal giudice di primo grado che ha assolto Martone.