Il contributo delle suore nelle scuole paritarie comunali è ineliminabile. Ma la politica non riesce a trovare una soluzione congiunta per rendere questo concetto, espresso ieri dall'assessore Di Muro, concreto. Perché oggi  il consiglio comunale ha discusso per quasi cinque ore su una proposta già vecchia (la mozione era stata presentata un mese e mezzo fa) che era stata superata dalla risposta delle congregazione delle salesiane di Don Bosco alle tre soluzioni trovate dal Comune. «La congregazione non può in alcun modo fare propria la proposta di assumere la gestione della scuola che comporterebbe l'assunzione in toto delle gestione e direzione da parte nostra con relativo pagamento di una retta». Alla fine la mozione di Carnevale ha subito due emendamenti, ma quello dell'opposizione che proponeva di prorogare il contratto alle religiose nell'attesa di calendarizzare la revisione del regolamento e valutare una ipotesi giuridica alternativa, è stata bocciata con i 17 voti contrari di Lbc mentre quella che apportava semplici modifiche volte a rendere il documento un'arma spuntata è passata con i voti della maggioranza e l'opposizione contraria (assente Nicoletta Zuliani che è uscita dall'aula). "La mozione è condivisa – ha detto il capogruppo di LBC Dario Bellini -, ma in questo comune il rispetto delle norme è spesso un problema, poi torniamo ai commissariamenti e agli arresti. Faremo di tutto perché le suore rimangano, votiamo la mozione ma vogliamo emendarla". Il sindaco ha ricordato tutti i guasti affrontati fino ad oggi è che la volontà di tenere le congregazioni nelle scuole è stata sostenuta nel corso di incontri con la Curia. "Sull'importanza delle suore siamo d'accordo tutti. Nel momento in cui questo problema è stato posto all'attenzione - ha detto Coletta - la prima cosa che abbiamo fatto è decidere di risolverlo perché le suore non devono andare via».
Coletta ha però ammesso anche qualche errore, come quello di non coinvolgere l'opposizione in un percorso che doveva contemplare la responsabilizzazione di tutti. «Dovevamo renderli edotti dell'enorme difficoltà tra la normativa e la politica. La politica non deve andare oltre la legge, deve saper mediare. Io ero convinto di avere il risultato in tasca». Da capire anche la posizione del vescovo che, se ha svolto una mediazione, lo ha però fatto senza confrontarsi adeguatamente con le congregazioni di cui avrebbe dovuto conoscere le difficoltà economiche e gestionali. «Con mia enorme sorpresa le congregazioni religiose - ha spiegato il sindaco - hanno detto che non potevano sostenere queste proposte. Mi è stato detto dal Vescovo: «Sindaco non avete nulla da rimproverarvi, l'amministrazione ha fatto il possibile, il problema è relativo a presente e futuro di queste congregazioni in virtù di queste normativa. Purtroppo vi ci siete trovati voi». Sulla stessa linea l'avvocato Di Leginio che ha spiegato come la disdetta delle religiose sia avvenuta anche su sollecitazione della Curia. Ora cosa succede? Al momento rimangono le tre strade tracciate dall'amministrazione: la trasformazione delle scuole paritarie da comunali a religiose con un contributo da parte del Comune di Latina e il pagamento delle rette da parte dei genitori; la partecipazione delle congregazioni religiose a quello che sarebbe un bando di gara ad evidenza pubblica; oppure la gara per l'affidamento della gestione delle scuole con la previsione della clausola sociale per l'impiego del personale religioso. Le salesiane di San Marco si sono già tirate fuori, difficile dire se ci siano spiragli di riapertura. Se i tanti genitori presenti in aula si aspettavano una risposta hanno capito oggi che la politica è rimasta con le mani legate di fronte ai dettami dirigenziali. E cinque ore di discussione e buona volontà non sono servite. La strada è tracciata, non si può tornare indietro.

Le suore salesiane lasciano l'asilo San Marco dopo 35 anni, ecco la lettera che hanno scritto ai genitori dei loro alunni

"Carissimi genitori desideriamo comunicare personalmente a ciascuno di voi quanto deciso nel nostro istituto in seguito alla situazione che si è venuta a creare con il Comune di Latina, comunichiamo con grande dispiacere che dal prossimo anno non presteremo più il nostro servizio all'interno della scuola San Marco". Comincia così la lettera consegnata a tutti i genitori della scuola San Marco questa mattina da parte della direttrice suor Alessia con la quale si comunica che la congregazione delle suore salesiane di Don Bosco lasceranno l'asilo che a Latina gestiscono da 35 anni. La decisione ufficiale è arrivata dopo giorni di angoscia per le famiglie, per le suore e per il personale impiegato, è stata comunicata al Comune e poi a tutti i genitori alla vigilia del consiglio comunale che si terrà con la trattazione di una mozione proprio su questo argomento alle ore 12. Nella lettera si spiega ai genitori i passaggi amministrativi fatti dal Comune, la delibera di giunta del 3 novembre con cui l'ente dava l'atto di indirizzo per individuare nuove forme di collaborazione tra Comune e istituto religioso, la disdetta delle Convenzioni (in forza dal 1998) dopo tre giorni (il 6 novembre) comunicata alle congregazioni e l'ultima nota del 18 dicembre, giorno del Natale della città, con cui l'ente ha chiesto all'istituto "di prendersi in gestione la scuola – scrive Suor Alessia - che non sarebbe più comunale". Nella lettera la direttrice dice che l'Istituto "prende atto della disdetta e risponde al Comune che non può in alcun modo fare propria la proposta di assumere la gestione della scuola che comporterebbe l'assunzione in toto della gestione e direzione da parte nostra con relativo pagamento di una retta e di altri servizi". Quello che le suore comunicano è che le suore non possono accollarsi e accollare alle famiglia tale impresa economica. "A voi un sentito grazie – scrive suor Alessia – per la stima, l'affetto e la collaborazione che ci avete sempre mostrato e che hanno contraddistinto la storia della scuola San Marco in questi 35 anni". Le suore comunicano che stanno vagliando anche l'ipotesi di non lasciare la città per proseguire la loro missione educativa. Un congedo in punta di piedi ma che lascia dietro di sé molta amarezza.

Le mamme e i papà dei bambini che frequentano le scuole paritarie sono in questo momento in aula consiliare per protestare contro la scelta del comune in merito alle scuole di questo tipo. Il Consiglio, convocato per le 12, deve ancora iniziare.