Il destino delle coop era già scritto: nascevano in Italia, vivevano meno di due anni e poi morivano lontano: all'estero. E' questo quello che hanno ipotizzato gli inquirenti. I numeri dell'inchiesta Super Job sono imponenti: 18 arresti, nove persone in carcere e altre nove ai domiciliari e 15 milioni di euro finiti sotto chiave. Il comandante provinciale della Guardia di Finanza Michele Bosco, ha definito la condotta degli indagati in un modo: una staffetta per truffare lo Stato con una ramificazione che arrivava nel Regno Unito. «C'era uno studio ad arte di alcuni consulenti che serviva a tutta l'Italia», ha aggiunto l'alto ufficiale. Al cospetto del giro di false fatturazioni c'era un dedalo di coop tra la provincia di Latina, Aprilia e Cisterna in particolare e la Lombardia che ha portato ieri mattina alla notifica dei provvedimenti restrittivi emessi dal gip del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone su richiesta dei titolari dell'inchiesta, i pubblici ministeri Luigia Spinelli e Giuseppe Bontempo. Tra gli indagati che sono stati arrestati anche commercialisti e imprenditori residenti tra le province di Latina, Pavia, Milano e Caserta. A vario titolo il reato contestato è quello di associazione a delinquere e poi di emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Il meccanismo accarezzava la perfezione: le coop di facchinaggio con sede ad Aprilia, sfornavano false fatture ad una azienda in provincia di Pavia permettendo in questo modo di produrre dei crediti Iva non dovuti e che ammontavano a milioni di euro. Quanto duravano le coop? Poco, al massimo 18 mesi e poi si passavano il testimone.
E' per questo che gli investigatori hanno parlato di staffetta delle coop che proseguivano in questo modo a produrre false fatturazioni e di conseguenza dei falsi crediti di imposta entrando in gioco in questo caso nei contratti delle coop scomparse prima. L'azienda pavese con questo sistema ha portato in compensazione contributi e imposte per circa 7 milioni di euro grazie a dei crediti finti. L'ultimo step del sistema prevedeva il trasferimento delle coop all'estero. Questo avveniva prima della cessazione dell'azienda che trasferiva la sede fiscale nel Regno Unito. Gli investigatori hanno scoperto oltre 90 milioni di fatture false per una evasione di 20 milioni di euro di imposte e 7 milioni di Iva che è stata riscossa in maniera indebita. Nel corso degli accertamenti è emerso anche il coinvolgimento di un dipendente dell'Agenzia delle Entrate e anche di un finanziere che secondo l'accusa passava le informazioni in cambio di soldi. Per lui l'accusa è quella di corruzione e violazione del segreto d'ufficio.

L'elenco degli indagati:

1) FIORILLO Enrico,
2) CARDENIA Fabio,
3) STOPPA Corrado,
4) SPRELA Clementina,
5) AQUILINI Alessandro,
6) AQUILINI Andrea,
7) CASSANO Mauro,
8) CADDEO Graziella
9) AMABILE Anna Maria
10) NARDI Simona
11) ASTRI Tiziana
12) PULERA' Umberto
13) COLOMBO Antonio Luigi
14) CLEMENTINO Francesco
15) CIOFFI Ferdinando
16) TRANQUILLI Patrick
17) BEARDSLEY JuJian Richard
18) VARTOLO Giovanni
19) SPERANZA Carmine
20) DI MARE Giovanni
21) SCOTTI Giovanni
22) MONACO Silvano
23) MARTANO Salvatore
24) NICASTRO Andrea
25) CORRENTE Marco
26) FUNARI Stefano
27) KROSNJAR Predrag
28) CAROSI Giacomo