Se la morte è spaventosa in qualsiasi forma si manifesti, morire soli, senza l'affetto dei propri cari, tra le mura fredde di una casa posta a pochi passi dal centro della vita sociale, è qualcosa di atroce anche per chi a vivere da solo era ormai abituato da tempo. Morire di indifferenza in una città di oltre 70 mila anime è una sconfitta sociale e per le istituzioni che a chi è solo dovrebbero saper tendere la mano. Eppure un uomo di 82 anni che da tempo viveva solo della sua pensione, assistito sporadicamente dai servizi sociali del Comune di Aprilia, è morto solo, all'interno del centralissimo appartamento di via delle Magnolie dove viveva in usufrutto. Per giorni e giorni le serrande di casa sua sono rimaste chiuse e per venti giorni la posta non è stata ritirata, facendo cumulo all'interno della cassetta delle lettere che nessuno aveva provveduto a svuotare. Insospettiti da questa circostanza, i proprietari dell'appartamento hanno deciso di controllare e così hanno scoperto il cadavere di quell'uomo che da almeno 20 giorni pareva sparito nel nulla, senza che nessuno se ne accorgesse. Morto per lo stato di salute precario e per le condizioni di estremo degrado in cui aveva deciso di vivere.
Morto nella solitudine più totale, in quella casa lontana solo pochi passi da piazza Roma, dimenticato per 20 giorni anche dai servizi sociali.
Per un certo periodo, nell'appartamento su cui è calato un muro di indifferenza, quell'ex ferroviere dal fisico minuto, lo aveva condiviso con una donna molti anni più giovane, della quale si era innamorato in età già avanzata. Quando il matrimonio è finito, l'anziano è rimasto di nuovo solo in quella casa. La morte, sopraggiunta per le precarie condizioni di salute, dovute non solo all'età ma anche allo stile di vita, lo ha sorpreso lì dove aveva sempre vissuto e i segnali della sua dipartita sono stati colti quasi per caso da chi, passando per caso, ha trovato allarmante il mancato rispetto di piccoli gesti quotidiani. Dopo il ritrovamento del corpo, le forze dell'ordine sono state allertate e i carabinieri del reparto territoriale hanno raggiunto l'abitazione e atteso l'arrivo del medico legale. Pochi dubbi sulle cause delle morte, sopraggiunta per cause naturali, ma tanti interrogativi si affollano su quella morte. Perché nessuno si è accorto di nulla per oltre 20 giorni? Perchè nel 2018, in una società messa in rete anche grazie alla tecnologia, si può ancora morire di indifferenza? Perchè le istituzioni che dovrebbero contrastare l'isolamento e la povertà non c'erano? Quanto tempo ancora sarebbe trascorso senza un pensiero per quell'uomo solo al centro del comune più popoloso della Provincia di Latina?