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Domenica 11 Dicembre 2016

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Ha sparato e ucciso  il compagno di caccia: denunciato per omicidio colposo
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Morì per un colpo di fucile, ritirate armi e licenze ai cacciatori che erano con Vittorio De Filippis

Fondi

Perse la vita il 24 dicembre 2015 per un incidente di caccia ed ora arriva la revoca di licenze e porto d'armi per gli 8 cacciatori che erano con lui, su disposizione della Questura. Stiamo parlando della morte di Vittorio De Filppis avvenuta com'è noto a Fondi in località  Sant'Arcangelo a seguito di un incidente di caccia. Lo scorso 24 dicembre, una squadra di 8 cacciatori, dopo essersi illecitamente introdotti in zona protetta ed inibita alla caccia, decidevano comunque di effettuare una battuta di caccia al cinghiale nonostante ricadesse anche in giornata vietata dal calendario venatorio. Poi la tragedia. Un colpo esploso accidentalmente dal fucile di uno dei cacciatori, poi identificato per P.M. di anni 52, ha provocato la morte di Vittorio De Filippis. Sul posto erano intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia di Fondi, i militari della Tenenza Carabinieri di Fondi nonché personale sanitario del 118.

I cacciatori implicati nella vicenda erano stati successivamente denunciati. Poi, su segnalazione della Tenenza Carabinieri di Fondi, la Squadra Amministrativa del Commissariato di Polizia di Fondi, ha avviato una articolata attività di concerto con la Questura di Latina -  Divisione P.A.S.I. - che ha consentito al termine di un complesso iter amministrativo, di far scattare i provvedimenti di revoca delle licenze di porto di fucile per uso caccia, irrogati dal Questore della Provincia di Latina a carico di: P.M. di anni 52; S.F.P. di anni 33; C.S. di anni 65; P.M. di anni 56; P.L. di anni 63; P.S. di anni 65; D.G. di anni 62 e P.R. di anni 66, tutti componenti la squadra cacciatori. Nei giorni scorsi, la Squadra Amministrativa Commissariato ha notificato ai cacciatori i provvedimenti di revoca delle rispettive licenze di porto d’armi, che sono state tutte contestualmente ritirate. Considerata la gravità dei fatti non si esclude che a carico degli stessi, vengano adottati ulteriori provvedimenti inibitori di carattere amministrativo.

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