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Sabato 10 Dicembre 2016

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Acque del Golfo "macchiate" dall'itticoltura, balneari in rivolta
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Acque del Golfo "macchiate" dall'itticoltura, balneari in rivolta

Formia

Acqua sporca con le prime giornate di sole, sui social impazzano le foto delle chiazze in mare e i balneari subiscono altri danni. Non basta la crisi, non basta l'incertezza rispetto le decisioni che l'Europa ha preso ed andrà a prendere, gli operatori si trovano a fare i conti anche con problemi che pur ripetendosi ogni anno non vengono risolti. In questo caso si tratta dell'impatto che hanno sul litorale gli impianti di itticoltura. Nei giorni scorsi le segnalazioni sono arrivate dal Golfo. Su questa situazione per il Cna Balneatori di Latina è intervenuto Gianfilippo Di Russo. "Questo - ha commentato -  è un problema che si solleva ad ogni inizio di stagione, purtroppo non c’è nulla di nuovo. Abbiamo chiesto un impegno al sindaco di Formia, Bartolomeo, affinché riporti queste necessità al Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, per far applicare subito la delibera del 2010 che prevede la delocalizzazione definitiva degli impianti di itticoltura". Dello stesso avviso è anche il direttore del Cna Latina Antonello Testa: "Dobbiamo tutelare  -ha fatto sapere -  il commercio e le attività che vivono di turismo. Come associazione esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le attività che hanno subito un danno". Il riferimento è  in relazione al problema sorto nei giorni scorsi nelle spiagge di Vindicio, Gianola e Santo Janni con sporcizia e rifiuti presenti su tutto il litorale.

"Abbiamo avuto problemi di acqua sporca e rifiuti su tutto il litorale di Formia – continua Di Russo-. Come associazione di categoria abbiamo immediatamente allertato il sindaco di Formia e la Capitaneria di Porto di Gaeta. Abbiamo chiesto un impegno da parte del sindaco di Formia, Bartolomeo affinché sia chiaro il danno di ciò che si è verificato e riporti al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, le necessità del territorio e che venga finalmente rispettata la delibera del 2010 che prevede la delocalizzazione definitiva degli impianti di itticoltura. Siamo stanchi, come balneatori, di subire danni a causa degli impianti ittici – continua Di Russo -. Questo è un problema che si ripete, in maniera sistematica, ad ogni inizio di stagione. Con il caldo, la movimentazione del porto commerciale di Gaeta e la pulizia delle gabbie degli impianti di itticoltura i balneari del comune di Formia continuano a subire danni ingenti. Il problema dell’inquinamento delle spiagge di Vindicio, Gianola e Santo Janni non riguarda solamente i balneatori ma è un problema per tutta la città. Un danno evidente per la nostra economia c’è stato già, con disdette degli ombrelloni e con persone che sono scappate dalla spiaggia una volta vista la sporcizia”.

"Qui si stratta di un danno economico e di immagine per tutto il litorale colpito – afferma Testa. Dobbiamo tutelare il commercio e le attività che vivono di turismo. Come associazione esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le attività che hanno subito un danno e saremo al loro fianco affinché si possa risolvere il problema in maniera definitiva e nel rispetto di tutti. In questa battaglia  - ha concluso Di Russo - siamo ben contenti di far affidamento anche sull’Ascom di Formia, rappresentata da Giovanni Orlandi, con cui abbiamo un ottimo rapporto. Su problemi di questo genere, che riguardano il territorio, l’ambiente ed il bene comune, non possono esserci divisioni perché l’intento delle varie associazioni in campo sono le medesime". 

 

 

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