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Domenica 11 Dicembre 2016

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Peschereccio a fuoco al porto di Formia recuperato dai vigili del fuoco
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Opere al porto di Formia, scatta l'interrogazione parlamentare

Dal Movimento Cinque Stelle

Cristian Iannuzzi, deputato di Latina del Gruppo Misto alla Camera, ha presentato al Ministro degli interni una interrogazione a risposta scritta sulla realizzazione delle opere al porto di Formia.

A seguito di procedura di gara, con determinazione dirigenziale n. 26 del 5 maggio 2013, i lavori per il completamento delle opere riguardanti la sistemazione della banchina del porto e per interventi di adeguamento e messa in sicurezza della zona portuale, anche con la creazione di un punto di pronto soccorso, venivano affidati dal comune di Formia alla società Icem Srl, ditta risultata aggiudicataria. La società Icem di Minturno «è finita nel mirino della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro perché avrebbe impiegato a Formia, al porto di Caposele in sub appalto mezzi e personale di imprese ritenute vicino alle cosche della ’ndrangheta crotonese, per i lavori di completamento e ammodernamento della darsena del porto. Un’altra ditta, la Costruzioni Generali Cimorelli spa, affidataria dei lavori di sistemazione del lungomare di Gianola – Santo Janni per un importo di 1.167.371,91 euro vede il suo titolare Antonio Cimorelli, a Formia indicato come responsabile dei lavori, protagonista di «Eldorado» ovvero un’indagine della procura di Campobasso e del Corpo forestale dello Stato su funzionari pubblici, tecnici e imprenditori che avrebbero intascato somme illecite per non aver eseguito lavori di messa in sicurezza degli argini del fiume Biferno e diga del Liscione in Molise nonostante i 580 mila euro di fondi regionali spesi. Dieci i rinvii a giudizio...».

Iannuzzi evidenzia come l’ordinamento italiano prevede una serie di norme volte a prevenire e a contrastare l'infiltrazione delle organizzazioni criminali di tipo mafioso nel tessuto imprenditoriale del Paese, nonché ad impedire che le pubbliche amministrazioni, nelle gare d'appalto e negli affidamenti, possano fungere da fonti di finanziamento delle medesime organizzazioni. E chiede che «laddove dalle verifiche del prefetto emergessero elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa nelle imprese interessate all'appalto, le amministrazioni non avrebbero potuto procedere alla stipula del contratto.... se non sia anomalo, alla luce dei fatti esposti in premessa, che la Icem Srl, interdetta ai fini antimafia per collegamenti indiretti con la criminalità organizzata relativamente ai lavori per il porto di Anzio, non sia stata interessata da alcun provvedimento prefettizio per i lavori di completamento e ammodernamento della darsena del porto di Formia;

se non ritenga opportuno svolgere ogni attività di competenza in merito alla sussistenza e alla natura dei collegamenti fra le società aggiudicatarie di appalti pubblici e le organizzazioni criminali al fine di impedire che le società interdette per mafia possano essere invitate a partecipare a gare pubbliche».

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