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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Le olive di Gaeta
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Divisi in nome
delle olive

Formia

Questione di denominazione. Una disputa ben nota nel Golfo, ma che adesso rischia di dividere città ed istituzioni.
Una contesa che è giunta sul tavolo del Ministero dell'Agricoltura, perchè – appunto – stiamo parlando delle famose olive conosciute come di Gaeta ma coltivate in un'area più vasta e per tanto definite come di coltivazione itrana. Ebbene al centro del contendere la richiesta del Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione di ottenere il marchio Dop, denominazione di origine protetta, proprio per l’Oliva di Gaeta, che sarebbe stata intesa come quel prodotto noto nelle classificazioni ufficiale di cultivar itrana. La domanda presso il Ministero stava seguendo il suo iter, quando sono giunte alcune opposizioni al progetto da parte del Comune di Gaeta, della Camera di Commercio di Latina, di un’associazione e di alcuni produttori. Un'opposizione motivata appunto dall'aver sbagliato nome: la richiesta del marchio Dop dovrebbe riguardare la cultivar Cajetana o gaetana e non la Itrana.

Le critiche dopo
che è stata
presentata la domanda.


La vicenda è stata resa nota dal I circolo del Partito Democratico Formia, coordinato da Francesco Carta, che durante la Festa del Pd aveva condiviso il progetto in quanto avrebbe fatto «raggiungere nuovi traguardi commerciali a questo prodotto, garantendone la valorizzazione ed una tutela ancor più estesa a beneficio di consumatori e produttori». Per questo la contestazione ha generato una polemica: «Stupisce e non può non essere stigmatizzata l'evidente strumentalizzazione politica o peggio ancora campanilistica di un fatto di straordinaria rilevanza socio-economica per il nostro territorio, un fatto sul quale è difficile avere punti di vista differenti. Si sostiene che l’oliva per la quale il Consorzio richiede la Dop sia la cultivar Cajetana o Gaetana e non la Itrana. Questa contesa viene fuori solo ora ad iter quasi concluso ed appare del tutto capziosa. Infatti mentre per la oliva Itrana i riferimenti sono di fatto universali non è così per la Cajetana che compare in pochi documenti».


Ed ancora: «Senza entrare di più nel merito del contenzioso, che andrà definito nellesedi opportune,non possiamo non rilevare che Enti preposti alla difesa e allo sviluppo del territorio assumono decisioni incomprensibili, che poco hanno a che fare con la promozione, la valorizzazione e la qualificazione dei prodotti tipici e gastronomici. Infatti il vantaggio di registrare la denominazione significa contrastare l'uso sleale del nome geografico che negli ultimi decenni appare sempre più diffuso nel commercio dei prodotti olivicoli. Ma non meno importante appare l'ottenimento della Dop perché, tenuto conto della progressiva globalizzazione e di un mercato sempre più agguerrito e competitivo, i prodotti tipici, grazie alla loro “unicità”, tendono ad avere successo e ad affermarsi in modo irresistibile».

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