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Domenica 11 Dicembre 2016

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Slot, ci sarà  una nuova ordinanza
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Slot, ci sarà
una nuova ordinanza

Formia

Presto una nuova ordinanza che limiterà gli orari di funzionamento delle macchinette slot. Sei gestori delle sale slot e dei locali di Formia hanno tirato un respiro di sollievo lo scorso 17 settembre quando, appunto, il Tar del Lazio - accogliendo il ricorso presentato da una sala giochi contro l’ordinanza del sindaco che limita gli orari di attivazione delle macchine slot dalle 10 alle 20 - ha annullato gli atti comunali impugnati, ora si annuncia una nuova battaglia. 

A settembre la decisione del Tar
che aveva dato ragione
ai gestori di sale e locali.

Perchè l’amministrazione comunale - come del resto già aveva annunciato - non ha alcuna intenzione di fermarsi nella lotta al gioco d’azzardo intrapresa. E questa volta a proprio sostegno ha un motivo in più, offerto dalla giustizia amministrativa. Quale? Nel respingere l’appello di un esercente, il Consiglio di Stato ha confermato l’ordinanza emessa dal sindaco di Lecco, che dal 2013 consente l’attivazione di limiti orari per l’esercizio di apparecchi e congegni automatici da gioco.

Questa una delle motivazioni: «Anche le attività di intrattenimento svolte all’interno di sale giochi e degli esercizi in cui siano installati apparecchi di gioco lecito rientrano nelle competenze del sindaco, a cui spetta il compito di coordinare e riorganizzare, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio comunale e nell’ambito di eventuali criteri fissati dalla Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici».

Insomma il sindaco può farlo. «La sentenza – commenta la Delegata alla Legalità Patrizia Menanno – conferma che era in nostro potere emanare l’ordinanza sugli orari, poi annullata dal Tar del Lazio. Abbiamo già dato mandato all’Avvocatura comunale di impugnare il provvedimento. Contestualmente, abbiamo incaricato l’ufficio Commercio di riavviare l’istruttoria per emanare, a breve giro, una nuova ordinanza che sarà accompagnata da un censimento preciso delle macchinette operative e da una relazione dei servizi sociali sull’incidenza del gioco d’azzardo patologico sul territorio cittadino.Sapevamo che la battaglia si sarebbe consumata tanto sul terreno culturale quanto nelle aule di giustizia».

Ed ancora: «In attesa di una normativa nazionale che fissi limiti oggettivi e validi per tutti, intendiamo proseguire il nostro impegno a tutela della salute psico-fisica dei nostri concittadini e concittadine. Non condividiamo le ventilate decisioni governative. Per questo l’Amministrazione ha aderito alle prossime imminenti mobilitazioni nazionali organizzate dalle associazioni che si occupano di gioco d’azzardo e ludopatia e che culmineranno nei sit-in dei Sindaci in Campidoglio e a Milano e nello sciopero della fame annunciato da don Virginio Colmegna. Servirà a chiedere maggiori poteri ai sindaci –conclude Patrizia Menanno - per disciplinare il gioco d’azzardo e introdurre norme maggiormente restrittive sul fronte della pubblicità».

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