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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Multipiano, ancora arenato il collaudo tecnico

Il multipiano di viale Mazzini

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Multipiano, ancora arenato il collaudo tecnico

Gaeta

E’ un destino maledetto quello che accompagna il parcheggio multipiano delle poste. E se, fino a qualche settimana fa, sembrava che almeno la vicenda del collaudo tecnico amministrativo fosse risolta, si scopre invece che non è così. La proprietà del bene e la riacquisizione di esso a patrimonio pubblico ed ora anche il mancato collaudo sono due vicende che tengono con il fiato sospeso gli amministratori che devono sbloccare un iter che si sta complicando sempre di più e che devono evitare di sborsare ulteriori soldi pubblici.
Ma andiamo agli ultimi accadimenti. L’11 gennaio scorso il responsabile unico del procedimento, l’architetto Sisto Astarita, ha disposto la immediata sospensione di ogni attività relativa al collaudo tecnico amministrativo. La motivazione è in una nota che il curatore fallimentare della Formia Servizi, ha fatto recapitare in Comune il 7 gennaio, con la quale diffida a cessare immediatamente dalle operazioni di collaudo, considerato che la sentenza del consiglio di Stato «ha sancito la definitiva attribuzione del multipiano alla società fallita e ne ha disposto la immediata riconsegna alla stessa. Ne consegue che, non avendo il sottoscritto curatore mai conferito alcun incarico per l’effettuazione del collaudo tecnico amministrativo del parcheggio nè mai autorizzato ad accedere all’immobile per l’effettuazione di rilievi, qualunque attività di collaudo avrebbe dovuto essere immediatamente sospesa».
Sta di fatto che la vicenda di questo collaudo (si tratta della rendicontazione delle opere eseguite e dei pagamenti effettuati e quelli ancora da fare alla ditta costruttrice), ha origine molto più lontana. Già il multipiano è stato aperto ed è entrato in funzione senza avere questa documentazione, ma poi ci sono stati numerosi esposti in Procura da parte della ditta che lo ha realizzato, la Multipiano del Golfo di Di Cesare. Non solo, ci sono stati anche contenziosi con il Comune e l’amministrazione ha speso dapprima 12mila euro per chiedere un parere legale sull’obbligo o meno di effettuare questa certificazione. A seguito del parere con esito positivo, è stato anche espletato un bando per individuare un professionista per tale compito, prevedendo una spesa di 10mila euro. Il professionista già prima dell’estate scorsa si è messo al lavoro, presentando una prima bozza a settembre e un’altra - più completa - agli inizi di gennaio. E qui la vicenda si complica. Il collaudo viene sospeso, quando il grosso del lavoro sarebbe stato effettuato.

Tutti i dettagli in edicola con Latina Oggi del 27/01/2016

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