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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Operazione della Guardia di finanza Sequestrati oltre 500 prodotti pericolosi
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Soste a pagamento, nuovi interrogatori delle Fiamme Gialle

Gaeta

Nuovi interrogatori da parte delle Fiamme Gialle nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della sosta a pagamento a Gaeta, Soes prima e cooperativa Blu Gaeta poi. Gli inquirenti stanno accertando una serie di aspetti relativi all’appalto e in particolare gli accordi con l’Autorità portuale di Civitavecchia, in relazione ai parcheggi disposti sul waterfront. A quanto pare l’accordo economico non sarebbe stato rispettato da parte del Comune che ha poi dato in gestione la sosta a pagamento alla Soes. L’accertamento riguarda anche l’attuale coop che ha preso in gestione i parcheggi in città. Da settimane presso gli uffici della Guardia di Finanza della sezione navale di Gaeta sta procedendo su deroga della Procura di Cassino, ad ulteriori interrogatori di persone informate dei fatti. In particolare i finanzieri stanno chiamando gli ex lavoratori della Soes. Anche nella giornata di ieri sono stati ascoltati altri ex dipendenti della Soes che non sono entrati nella coop. Le fiamme gialle stanno raccogliendo ancora prove ed elementi per avere un quadro completo della situazione. Si tratta di una vicenda complessa che abbraccia un arco temporale piuttosto ampio, oltre un decennio. Fino ad oggi hanno effettuato accessi con conseguenti sequestri di tutta la documentazione utile presso il comando della Polizia Locale di Gaeta, presso la sede della Cooperativa e finanche presso la sede di via Lungomare Caboto dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Al momento l’oggetto dell’indagine dovrebbe essere sempre la stessa: le somme non pagate dal Comune all’Autorità portuale, per una cifra che si aggira sui 700mila euro, al centro dell’inchiesta della Guardia di Finanza sulla questione della sosta. Sarebbe la cifra accumulata negli anni di gestione della sosta a pagamento in relazione agli stalli posizionati sul lungomare Caboto e nel piazzale Caboto. Questo in base ad un accordo risalente al 2003 quando venne siglato tra il Comune e l’autorità portuale titolare del waterfront che ne cedeva l’uso appunto al Comune. L’ente si impegnava a pagare il 30% degli eventuali utili derivanti dalla sosta a pagamento. A quanto pare tale accordo non sarebbe mai stato onorato. L’inchiesta abbraccia un arco di tempo che va dal 2003 ad oggi, quindi gestione Soes e cooperativa Blu Gaeta. Al momento non ci sono indagati. Presto ci potrebbe essere la svolta con la formalizzazione di precise ipotesi a carico di persone ritenute responsabili.

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