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Crac Parma Calcio, i curatori fallimentari chiedono soldi anche al Latina

Calcio

Per il Latina il nome Parma e quel filo diretto che ha ultimamente legato i due club dal punto di vista sportivo rischia adesso di diventare un incubo. Cessioni, prestiti, riscatti di giocatori. Il rapporto tra le due società è sempre stato florido da quando i pontini si sono affacciati al grande calcio che conta già nell’anno della prima volta nel campionato cadetto dei nerazzurri. Amicizia prima che lavoro, tanto da indurre la società di Piazzale Prampolini ad affidare quest’anno nelle mani di Pietro Leonardi, amministratore delegato di quel Parma, l’importante carica di direttore generale. E se questa scelta ha portato critiche pesanti piovute dall’ambiente del calcio professionistico, oggi il filo diretto con la via Emilia porta altre cattive notizie.
I curatori fallimentari del Parma hanno infatti chiesto la somma di 16milioni di euro alle società che hanno intessuto rapporti di mercato con il club gialloblu nella scorsa stagione, società che, com’è noto, è andata incontro ad un crac finanziario senza via d’uscita con il presidente Ghilardi e proprio Leonardi finiti nel registro degli indagati e in attesa di giudizio. Angelo Anedda ed Alberto Guiotto, hanno presentato al Tribunale di Parma dieci distinte citazioni nei confronti di altrettanto squadre professionistiche di serie A e B per il recupero di tali crediti. Tra i club interessati c’è anche il Latina, che figura insieme a Lazio, Inter, Milan, Sassuolo, Genoa, Atalanta, Cagliari, Palermo e Frosinone.
Una manovra inedita per cercare di recuperare più soldi possibile e pagare i tantissimi creditori rimasti all’asciutto dopo un fallimento milionario. E’ la prima volta, infatti, che una curatela cerca di attuare una procedure del genere. Anedda e Guiotto, mettono in discussione uno dei principi cardine del calcio nostrano: "i pagamenti del calciomercato in Italia - riporta l'Ansa - prevedono infatti la presenza come garante della Lega che, periodicamente, traccia il bilancio fra entrate ed uscite di ogni singolo club chiedendo o concedendo denaro. I creditori del Parma hanno invece deciso di eludere questo meccanismo rivolgendosi direttamente ai club con cui la società emiliana fallita aveva chiuso accordi per la cessioni dei giocatori. Ma è una scelta che viene spiegata così: «Tale recupero - scrivono in una nota i curatori fallimentari - è consentito dallo scioglimento del rapporto associativo con la Lega Calcio serie A a seguito della revoca dell’affiliazione del Parma Fc alla Federazione Italiana Gioco Calcio (Figc) intervenuta nel giugno 2015, e dalla conseguente inapplicabilità del meccani della stanza di compensazione gestito dalle Lega Nazionale Professionisti Serie A».
Per quanto riguarda il Latina, come riporta il Sole24Ore, non dovrebbe essere una quota poi così elevata. Le cifre, infatti, dovrebbero essere così ripartite: Lazio che deve 4,3 milioni soprattutto per l’acquisto di Parolo, l’Inter che ha un debito di 3,6 milioni per le operazioni Belfodil e Crisetig, il Sassuolo (3,2 milioni per Chibsah e il difensore portoghese Pedro Mendes), il Cagliari (2 milioni), il Milan (0,8 milioni ancora dovuti nell’operazione Saponara), più Atalanta, Genoa, Palermo, Frosinone e Latina per importi minori. Qualora venisse accettata la richiesta dei due curatori fallimentari, allora per la società ci sarebbe da far fronte ad un’altra uscita inaspettata. Un’ennesima tegola in un periodo davvero non fortunato per quanto riguarda il club di Piazzale Prampolini che quest’anno ha già dovuto fare ricorso a parte del fondo sportivo riservato dalla Lega per pagare le pendenze arretrate con il comune.

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