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Martedì 06 Dicembre 2016

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Attilio Tesser allenatore del U.S. Avellino
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Tesser: «Vittoria meritata»

Latina Calcio

Il Latina ha giocato, l’Avellino ha segnato con cinismo sfruttando i regali difensivi dei nerazzurri. Questa più o meno la linea di pensiero di Attilio Tesser a fine gara ai microfoni della sala stampa del Partenio: «Abbiamo tenuto bene il campo, se andiamo a guarda i dati della partita abbiamo segnato tre volte e creato 5-6 palle gol di cui almeno tre con azioni molto pericolose con Mokulu e Trotta negli uno contro uno. In più possesso palla e gioco arioso, insomma non posso che fare i complimenti sinceri al Latina per la partita, ma parate di Frattali nell'arco dei novanta minuti onestamente non ne ricordo. 

Abbiamo trovato il 2-1 con un’azione potente di Mokulu, ma potevamo essere avanti anche con altre ripartenze non sfruttate al meglio». A centrocampo la chiave tattica dell’incontro, come spiega l’allenatore: «Ho scelto Bastien e non Insigne per rinforzare di più il centrocampo viste le assenze e vista la loro partita con il Cesena contro cui avevano avuto molta qualità a centrocampo. Una scelta fatta per sfruttare al meglio le ripartenze. E’ vero, abbiamo perso diverse palle a centrocampo e anche nelle uscite dei difensori, bisogna evitarle ma sicuramente i nostri mediani hanno saputo fare lo stesso creando le ripartenze decisive». 

Un attacco che fa paura, soprattutto viste le assenze di gente come Insigne, Castaldo e Tavano: «Certo, abbiamo bei numeri davanti ma meno belli dietro. Se fai gol hai più possibilità di vincere, ma personalmente posso dire che spesso sento parlare di difesa, di errori dietro anche se a volte sono più rammaricato per le occasioni non sfruttate. Se a Bari facciamo 7 azioni e 1 solo gol mi dispiace soprattutto perché poi lo paghi». Nuovi obiettivi dopo questa vittoria? «Io lavoro e basta, non mi piace fare proclami, voglio pensare partita dopo partita e mai a dove arriveremo alla fine. La classifica è corta, siamo a 3 punti dai playoff e 3 dai playout: ripeto, voglio stare con i piedi per terra e pensare soltanto al prossimo avversario senza fare troppi voli pindarici».

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