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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Un altro negozio chiude in centro
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Commercio: «Chiuso per crisi»

Latina

Quattro negozi chiusi in pochi giorni nel centro di Latina. E questa volta furori dalla Ztl 

Un’altra serranda abbassata in via definitiva nel centro di Latina, in Corso della Repubblica per l’esattezza. A chiudere i battenti questa volta è Yamamay, il franchise di abbigliamento intimo sotto i portici a pochi metri dal Caffè San Marco, altra attività che recentemente ha salutato il centro storico. E ancora prima, ma a distanza di pochi giorni (e di pochi passi) hanno chiuso il ristorante Le Streghe in Centro e l’edicola in piazza del Popolo.
Una scia desolante di negozi che sono stati battuti da una crisi che tecnicamente viene ormai definita come conclusa ma la cui scia ancora si ripercuote sulle attività commerciali. Che siano bar o grandi marchi non fa differenza: tutti ne risentono allo stesso modo.
Quattro attività chiuse in una sola settimana sono troppe per una città che, soprattutto in centro, sta soffrendo per una crisi economica a cui evidentemente non ha fatto seguito un adeguato ritocco verso il basso dei canoni d’affitto dei locali e delle tasse cui i commercianti sono costretti a far fronte.
Questa volta c’è poco da puntare il dito contro la ztl, finora accusata da molti di essere la più grande causa (a volte addirittura l’unica) della crisi del centro storico. Le attività in questione, infatti, sono tutte esterne al perimetro interdetto al traffico veicolare. Nonostante ciò, c’è comunque chi continua a colpevolizzare la zona a traffico limitato, come se l’effetto negativo che spesso viene attribuito all’isola pedonale nei confronti dei negozi si estendesse anche oltre i limiti in cui agisce.
Le tre attività in Corso della Repubblica che hanno chiuso questa settimana, infatti, si affacciavano in una strada transitabile per le automobili. La stessa cosa vale anche per l’edicola di piazza del Popolo, che, sebbene fosse interna alla zona a traffico limitato, era a pochi passi dalla strada percorribile in auto, con tanto di parcheggi adiacenti.
A prescindere dalle cause che hanno portato alla chiusura delle attività, vedere scatole di cartone chiuse con il nastro adesivo e manichini spogli in vetrina non può che lasciare un senso di amarezza tra i passanti. Allo stesso modo, è triste passeggiare per piazza San Marco e non vedere l’omonimo Caffè illuminato con i tavoli pieni di clienti, o ancora l’edicolante in piazza del Popolo che allunga una mano per vendere un giornale al lettore. Un centro che sembra spegnersi lentamente non fa bene a nessuno, né ai commercianti né tantomeno a chi lo vive.

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