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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Contro il caporalato e in difesa delle aziende sane, Coldiretti ancora in piazza
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Contro il caporalato e in difesa delle aziende sane, Coldiretti ancora in piazza

in provincia

Realizzare un villaggio e dare lavoro in campagna per sottrarre immigrati al caporalato. E' un obiettivo importante quello che Coldiretti vuole raggiungere, un'azione concreta che trova un simbolo, quello dei riso come alimento più consumato al mondo. Ma gli obiettivi da raggiungere in realtà sono due. Da un lato si lotta contro il caporalato ma dall'altro c'è una battaglia aperta per i prodotti italiani spesso sottopagati. Insomma le aziende sane vanno aiutate, generalizzare ha poco senso. Quindi Coldiretti chiama in campo tutti questo fine settimana per delle iniziative molto importanti. "Spezzare la catena dello sfruttamento del lavoro - si legge in una nota di Coldiretti - nei campi  che causa sofferenza, emarginazione e alimenta il caporalato. È il senso della iniziativa della Coldiretti che insieme alla FOCSIV – Volontari nel mondo – invita tutti a scendere in piazza, sabato e domenica, per tutelare la dignità di chi lavora la terra. Il 14 e 15 maggio anche a Cisterna, Velletri, Fondi, Latina, Latina Scalo e Aprilia ci saranno i presidi della campagna 'abbiamo RISO' per una cosa seria”. Nelle piazze, nei mercati di Campagna Amica come nelle parrocchie sarà offerto, a fronte di una donazione di 5 euro, il riso prodotto dagli agricoltori di Coldiretti aderenti alla Filiera Agricola Italiana per contribuire alla realizzazione di 38 interventi di agricoltura familiare nelle aree più povere del mondo a sostegno di 114.248 famiglie di contadini e alla costruzione del villaggio solidale in Puglia, che sarà realizzato da Coldiretti e Focsiv, per ospitare gli immigrati, sottraendoli allo sfruttamento del caporalato, garantendo regolari contratti di lavoro per le raccolte stagionali. www. abbiamorisoperunacosaseria. it è una campagna contro le speculazioni sul cibo che costringono alla povertà, nel mondo, 800 milioni di piccoli agricoltori obbligati a migrare. "Il riso è stato scelto come simbolo in quanto alimento più consumato al mondo. Oltre alla solidarietà, per battere il caporalato serve la responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità e di tutela del lavoro con equa distribuzione del valore. E questo non è possibile se i pomodori e le arance nei campi italiani sono sottopagati – conclude Coldiretti – a pochi centesimi al chilo". Un'inizaiva per difendere chi viene sfruttato ma anche le realtà produttive italiane. 

 

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