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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Latina ha il suo candidato donna. Ecco Marilena Sovrani
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La Sovrani dice no alla politica che negli anni ha giocato a "Latinopoli"

Latina

Duro attacco della candidata sindaco Marilena Sovrani alla Destra che negli anni ha giocato a "Latinopoli" e che fa leva però sui nostalgici

E' facile cadere nel populismo ma poi di fatto negli anni cosa è stato fatto per tutelare Latina? Quali azioni, tanto per dirne una, sono state intraprese per mettere freno al mattone selvaggio? Su questo interviene il candidato sindaco Marilena Sovrani che punta il dito sul facile populismo ed invita invece i cittadini a considerare i fatti. Una critica al vetriolo che punta tutta a destra. ""Chissà cosa penserebbero - commenta la Sovrani - Angiolo Mazzoni e Oriolo Frezzotti se avessero la possibilità di ascoltare certi politici di Destra di Latina rivendicare la proprietà morale e culturale della radice storica di Latina, inneggiare all'esaltazione delle origini, della tradizione, del culto dell'architettura razionalista che fu candidata al titolo di patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Mi riferisco ad una frangia di politici di una Destra furbacchiona, molti dei quali fanno politica da decenni, quelli per i quali Latina deve essere Littoria, quelli che alimentano un populismo di maniera più teso ad accumulare voti che a restituire ai latinensi l'originaria vocazione di una città travolta dagli scempi edilizi, mutilata nelle sue connotazioni edilizie, resa informe dalle sregolatezze gestionali. Sanno fin troppo bene, i miei colleghi, che l'anima più intima del cittadino di Latina è nostalgica come è ragionevole pensare che sia. Dunque giocano, specie in campagna elettorale, a rivendicare il ruolo di difensori della 'tradizione' usando frasi cariche di retorica".

Non lasciano spazio all'interpretazione le parole della Sovrani, che sostanzialmente dice no alla tradizione inneggiata a parole ma nei fatti tradita da opere che hanno stravolto l'assetto originario della città. Ma la candidata incalza e fa la lista delle opere che più hanno risentito negli anni di interventi a dir poco invasivi. " Dinanzi a tanta buona volontà - continua -  mi preme sottolineare come la salvaguardia dell'identità cittadina strida in maniera eclatante con l'opera di distruzione sistematica di quei tasselli urbani che contraddistinguevano il capoluogo pontino, ideato da architetti di fama internazionale e con gli anni piegato dalle esigenze delle lobbies affaristiche o in alcuni casi dal cattivo gusto. Il nucleo cittadino originario, che prevedeva come baricentro un ottagono formato dalle due piazze principali, piazza della palla (piazza del Popolo) e piazza della Libertà (all'epoca piazza XIII marzo) dalle quali si dipanavano come rivoli ragionati le strade che arrivano alla circonvallazione oggi pullulano di caratteri aggiuntivi e sottrazioni importanti. Un anello ciclabile inutile ed ignorato dalla cittadinanza, un mercato annonario spostato in altra sede, la fruizione del centro storico vietata (per ora parzialmente) alle automobili come non era previsto nel primo piano regolatore fanno da contraltare a stili mischiati che invece di conferire stile alla città ne deformano l'identità. "Rotonde" che evocano le masserie pugliesi, per poi improvvisamente richiamare i lussi della California ed infine invocare gli sbuffi barocchi di una Gardaland casereccia. Un capolavoro stilistico come l'ex Opera nazionale Combattenti che nella sua parte posteriore nasconde l'incuria ed una casina penosamente abbandonata, un viale (Italia) decurtato di tutti i suoi pini cresciuti insieme ad intere generazioni di latinensi sostituiti con un criterio integralista con accenni di alberelli che prenderanno forma quando sarà tempo per tutti di andare in pensione. E non mi soffermo sulle aggiunte incongrue, quegli omaggi estetici piazzati negli spazi verdi, il più delle volte a turbare l'assetto originario dei luoghi. È questo, mi chiedo, il ritorno alle origini rivendicato e poi sfacciatamente tradito dai politici di una Destra che avrebbe dovuto preservare verde e palazzi di fondazione? Io credo che i fatti dicano il contrario di quanto ci viene fatto credere. Hanno agito come se stessero giocando a Latinopoli".  

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