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Sabato 10 Dicembre 2016

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Mol "schierato" con Forte, Simeone e Di Matteo attaccano il presidente e vogliono le carte
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Mol "schierato" con Forte, Simeone e Di Matteo attaccano il presidente e vogliono le carte

Latina

Bufera sul Mercato Ortofrutticolo di Latina, dopo la decisione su proposta del presidente Ghedin di appoggiare la candidatura di Enrico Forte. Una presa di posizione, quella di presidente e Cda che ha mandato su tutte le furie il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone e il capolista di Forza Italia a Latina, Ivano Di Matteo pronti a chiedere le carte per andare fino in fondo alla vicenda e capire se, tutti i passi intrapresi siano da considerarsi legittimi.  “Le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Mercato ortofrutticolo di Latina, Paolo Ghedin  - fanno sapere in una nota congiunta gli esponenti di Forza Italia -  accompagnate dal silenzio assenso del centrosinistra, sono una delle pagine più brutte mai scritte non solo durante una campagna elettorale, ma nella storia della politica. Per la prima volta abbiamo assistito ad un'indicazione di voto data da un consiglio di amministrazione a nome e per conto di circa seicento persone che erano all'oscuro di tutto. Una decisione che potrebbe, per inadeguatezza e inopportunità, entrare nei manuali. E' come se l'amministratore delegato della Fiat indicasse di votare sua figlia in corsa per una carica pubblica. Una decisione inopportuna, ma soprattutto lesiva dell'autonomia decisionale, di pensiero e di opinione che in una democrazia sono il sale del vivere civile e il motore della buona politica. Principi che, evidentemente, non appartengono a chi in questa competizione elettorale, in primis il centrosinistra, di fronte a quanto accaduto non si è indignato ma ha accettato di buon favore i presupposti di quello che domani potrebbe palesarsi come un voto di scambio". Una decisione quindi quella del presidente del Mol che sarebbe stata presa, secondo Forza Italia senza interpellare le realtà produttive del Mol, gli operatori che si sarebbero trovati catapultati in uno schieramento piuttosto che in un altro. Ma dalle parole riportate nella nota si capisce che c'è molto di più. Il riferimento è anche al fatto che la scommessa del Presidente e del Cda sulla candidatura di Forte poggia anche sulla presenza nella lista del Partito Democratico di una donna vicina alle istanze del Mol, Simona Ghedin, figlia di Paolo.

"In questa occasione  -continuano Simeone e Di Matteo -  il presidente Ghedin ha confuso l'esercizio del suo ruolo all'interno del Mol con quello di padre orgoglioso e allo stesso tempo, il centrosinistra e il suo candidato sindaco, hanno perso l'occasione per prendere le distanze da un modo di agire che, sul piano etico e politico, è inaccettabile. Oggi questa scelta avvelena la proposta politica e dimostra come la sinistra tema il confronto politico reale e senta sul collo il fiato del sorpasso. Sarebbe opportuno che il candidato del centrosinistra fosse capace di fairplay richiamando i suoi alle regole della buona educazione politica. I giochi di potere non ci piacciono e per questa ragione, chiederemo, con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, di accedere agli atti e di avere copia del verbale della seduta del consiglio di amministrazione del Mol in cui si è deliberato di sostenere il candidato sindaco del Pd". I riflettori si sono quindi accesi sul Mol e sulla decisione dei vertici del mercato. Chissà se anche dagli operatori arriveranno risposte o reazioni. Gli esponenti di FI hanno comunque le idee chiare sul da farsi. "Lo facciamo - concludono infatti -  per dovere di verità verso i cittadini, ma soprattutto per dovere di rispetto verso quanti, operatori, imprenditori e addetti del Mercato ortofrutticolo di Latina, si sono visti privati del proprio diritto di opinione e di espressione. Non viviamo in una dittatura dove uno pensa e decide per tutti. Forse Ghedin e Forte non se ne sono accorti, o gli fa comodo non accorgersene, ma viviamo in una democrazia in cui ciascuno legittimamente decide, sceglie e vota chi ritiene opportuno. Il voto non si delega, si esercita singolarmente e senza intercessioni”.

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