Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Venerdì 09 Dicembre 2016

.




Latina ha il suo candidato donna. Ecco Marilena Sovrani
0

I Comuni possono dire no alla legge Fornero, la proposta della Sovrani

Latina

"Non esiste niente di più mortificante della cosiddetta 'Riforma delle pensioni Fornero', diventata legge il ventidue dicembre 2011". E' questo il commento del candidato sindaco Marilena Sovrani che propone una sorta di azione dal piccolo, dai singoli comuni cioè per protestare contro la riforma e cercare soluzioni. Troppe le persone in difficoltà che anche nel corso di una campagna elettorale per le amministrative hanno evidenziato nel corso degli incontri con la Sovrani quali difficoltà ogni giorno abbia portato, per effetto domino la legge Fornero.   

"È stato definito - commenta la candidata -  un decreto 'Salva Italia perché le misure introdotte, secondo l'allora capo del Governo Monti, erano finalizzate al risparmio di spesa pubblica ed a evitare il default finanziario dello Stato Italiano in ordine alla crisi del debito sovrano in Europa. Nei fatti, si è rivelata una legge che ha azzerato i sacrifici di milioni di italiani e di migliaia di latinensi.  So perfettamente che un'amministrazione comunale non può agire in nessun modo efficace (e diretto) contro una legge nazionale, so anche che al momento sono in essere approcci fra Governo e sindacati per una revisione della riforma previdenziale del sistema pensionistico (insomma una modalità squisitamente politica per cambiare poco o niente dando l'idea di aver cambiato tutto).  Ho potuto verificare, attraverso l'incontro con i cittadini che in questa campagna elettorale mi hanno avvicinata, che sono migliaia i latinensi "fregati" da questa legge, che innalza l'età pensionistica, mortifica il mercato del lavoro e di fatto azzera i sacrifici accumulati dai lavoratori. Io penso che un Comune debba intervenire con forza, nelle sue pur modeste possibilità, per eliminare ciò che, pur in un ambito nazionale, colpisce la comunità che si trova a gestire. Nel caso diventassi sindaco dunque, mi farei portavoce dei disagi causati ai latinesi da questa legge iniqua: intanto favorirei un tavolo di confronto con i sindacati di categoria locali, non escludendo l'ipotesi di una pacifica manifestazione che veda in prima linea gli stessi amministratori del luogo battersi per richiamare l'attenzione del Governo. La Corte Costituzionale ha bocciato la proposta di referendum perché non c'è la volontà politica di modificare il testo di legge. Sono dell'avviso però che un'azione corale (e decisa), non pretestuosamente utilizzata dai partiti per catturare consensi, ma che parte proprio da chi amministra possa contribuire a salvare un salvabile che spero ci sia ancora. Tutti i rappresentanti dei Comuni della provincia di Latina, a qualunque bandiera appartengano (perché parliamoci chiaro, questa Legge piace solo a chi non ne è toccato) dovrebbero confrontarsi e decidere di dare vita ad un'azione sinergica di pungolamento nei confronti del Parlamento. Gli effetti devastanti di questa legge hanno toccato i miei stessi familiari, il vicino di casa, gli impiegati di questa città. Non bisogna restare indifferenti solo perché queste sono "leggi che partono dall'alto".

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400