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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Allarme del Codacons: Comune di Latina a un passo dal dissesto
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Migrazione di voti dal Partito Democratico, ora si punta a ricostruire

Latina

Dopo il risultato delle ultime amministrative il Partito Democratico pensa a ricostruire. La consapevolezza che molte persone si siano allontanate dal partito preferendo portare i voti altrove ha obbligato i vertici del partito ad una riflessione partendo dalla situazione Latina. Suonano un po' così le parole del Presidente del Pd di Latina Emanuele Ingellis che lancia una sfida oltre che proposte all'interno del partito stesso che ora deve dimostrare di avere la forza di ricompattarsi. "Le sconfitte - si legge nell'intervento di Ingellis -  rappresentano un momento importante per la vita delle persone e delle organizzazioni perché mostrano una realtà con la quale è necessario fare i conti. La sconfitta di Enrico Forte brucia ancora di più perché è stata perpetrata verso chi come noi ha creduto di rappresentare il cambiamento in città. Ci siamo svegliati scoprendo che la nostra gente era andata altrove. Il 5 giugno scorso abbiamo scoperto che il Pd è forza vincente in altri comuni della provincia ma non a Latina. Bisogna ripartire da quanto accaduto per ricostruire, come ho già detto nel recente passato, un nuova e ritrovata comunità di donne e di uomini che siano impegnati, quotidianamente, a ricostruire un legame con le persone di Latina e soprattutto con i nostri elettori 'emigrati' altrove"

L'analisi non lascia margine di interpretazione, il Pd sta prendendo coscienza di quali siano i fattori che hanno portato alla sconfitta elettorale ed ora si guarda al futuro seppur su una strada in salita. L'obiettivo, riportare la politica al centro del dibattito. "Abbiamo sempre affermato di voler essere -conclude il presidente del Pd Latina -  una forza politica di rinnovamento e quindi penso sia necessario riprendere il bandolo della matassa proprio dalla capacità di trasformare l'impegno, di tutti coloro che si sono battuti per portare Enrico Forte alla vittoria finale, in azione propositiva. Riuniamo il Pd tutto e le donne e gli uomini delle altre due liste per connettere capacità, valori, competenze ed idealità dei singoli in un unico grande progetto. L'analisi del voto sia il momento che segna la rottura con la politica dei pacchetti di voti, delle carriere di pochi garantiti e dei clan familistici. Il mea culpa di Enrico Forte è il punto di partenza della discussione che non può essere più avvinghiata al nostro interno. Dobbiamo fare i conti con una destra non scomparsa e Coletta che governa: approfitto per fargli i miei auguri di buon lavoro. Quanto a noi è tempo di riportare la politica al centro delle nostre discussioni, i problemi delle persone, le difficoltà di più generazioni che continuano ad arrancare, con l'apertura giusta a chi vuole apportare il proprio contributo. Ci siamo sempre vantati di essere un partito aperto e plurale: è arrivato il momento di dimostrarlo ai tanti che ci hanno scelto ancora una volta, quelli che l'hanno fatto per la prima volta ma soprattutto a coloro che ci osservano da lontano e vogliono capire se diventiamo veramente affidabili"

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