Ci vorranno almeno sessanta giorni per sapere se i giudici della Corte d’Appello di Roma accoglieranno oppure respingeranno il ricorso presentato dall’imprenditore di Cisterna Fabrizio Perrozzi, sottoposto alla confisca dei beni e alla misura di prevenzione con l’obbligo di soggiorno a Milano. Nei giorni scorsi infatti si è svolta la discussione dopo che nel 2013 la Questura di Latina ottenne il sequestro di tutti i beni accordato poi dal Tribunale del capoluogo pontino sulla scorta della relazione firmata dalla Divisione Anticrimine della Questura di Latina. La difesa conta di ottenere un risultato significativo a Roma partendo da uno dei nuclei centrali su cui ha ruotato l’inchiesta e il teorema accusatorio: la sproporzione tra il reddito dichiarato e i beni riconducibili a Perrozzi.

(Articolo completo su Latina Oggi del 17 Luglio 2016)