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Domenica 11 Dicembre 2016

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Il rilancio della biblioteca attraverso i fondi regionali, ecco il piano
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Coluzzi (lista Forte): biblioteca, nessun ampliamento ma spazi sottratti agli studenti

Latina

Torna sulla questione della biblioteca comunale il consigliere di Lista Enrico Forte Matteo Coluzzi, dopo gli interventi dei giorni scorsi dell'amministrazione Coletta e della maggioranza di Latina Bene Comune.

"Alla luce di quanto appreso da un comunicato del gruppo LBC secondo il quale “l’Amministrazione avrebbe scelto nel rispetto alle urgenze poste dai tantissimi giovani che attualmente utilizzano la Biblioteca” mi è sembrato doveroso sottolineare alcuni punti fondamentali. Nei giorni scorsi, per aver semplicemente fatto notare alla maggioranza le criticità e le problematiche che sarebbero scaturite dall'intervento relativo alla Biblioteca comunale, ci siamo sentiti dire di “non volere il bene comune”. Dunque, a detta loro, apportare osservazioni e suggerimenti relativi a un tema di primaria importanza come questo significherebbe andare contro gli interessi della Città stessa. A questo punto mi sembra doveroso entrare nel merito e fare chiarezza a riguardo in quanto si continua a parlare di “ampliamento”, ma la documentazione cartacea presentata nelle ultime commissioni ( Cultura,Città Internazionale e Governo del Territorio) ci dice altro. Come è possibile parlare di ampliamento se sugli elaborati presentati in commissione vengono sottratti circa 80 mq all'attuale sala lettura ridestinando 56 mq negli ambienti ad oggi inutilizzati? Non metto in dubbio l'aggiunta di nuove funzioni (con il lodevole inserimento del centro di documentazione e dell'area per l’accesso agli ipovedenti ) ma non si può parlare di ampliamento dal momento che verranno sottratti ulteriori spazi destinati allo studio ed alla sala lettura. Essendo numerosissime le istanze e le segnalazioni presentate in particolar modo dagli studenti che affollano la biblioteca, perchè sottrarre ulteriori 25 mq circa alla già carente disposizione attuale? Proprio per questo motivo nascono tali dubbi sull'interpretazione del bando regionale per i fondi dedicati alle Città di Fondazione come luoghi del contemporaneo. Fondi con i quali si sarebbe potuto intervenire su un immobile ad oggi senza contenuti ed attraverso il quale sarebbe stato possibile creare un polo culturale in grado di rispondere alle problematiche di sovraffollamento della Biblioteca stessa, attivando un meccanismo virtuoso di “rigenerazione urbana”. Un “contenitore” saturo come quello della Biblioteca di Piazza del Popolo, in risposta a tali criticità, andrebbe snellito delle sue funzioni e non ulteriormente sovraccaricato. Questo è quanto espresso nel massimo rispetto della maggioranza ma soprattutto dei cittadini e di coloro che frequentano quotidianamente questi luoghi e meritano delle risposte. Risposte che non devono essere di tipo politico, bensì interventi concreti che devono tramutarsi in progetti mirati aventi una finalità concreta e risolutiva. Sulla carta stampata si auspica sempre “in una concreta collaborazione”, ma tale collaborazione deve nascere proprio dal confronto sui temi e nel momento in cui si presenta una lacuna simile a questa siamo in dovere di evidenziarlo. Sempre in maniera propositiva e mai polemica. A chi si domanda se veramente si vuole il bene comune o se questo resta ad appannaggio soltanto del loro movimento, rispondo che il bene comune non appartiene a questo o a quel movimento bensì appartiene all'intera comunità, a tutti quei cittadini che vivono ed amano la propria città e meritano delle risposte fattibili e concretamente migliorative riguardo ai progetti che li vedono protagonisti".

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