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Ex Orsal, il processo è alle battute finali

Latina

E’ alle battute finali il processo Ex Orsal che si sta svolgendo davanti al Collegio Penale del Tribunale di Latina e che vede sul banco degli imputati l’ex presidente del Consorzio di Bonifica Riccardo Spagnolo e l’ex vicepresidente Guido Di Fazio, entrambi accusati di abuso d’ufficio e rispettivamente assistiti dagli avvocati Renato Archidiacono e Luca Giudetti.
In aula il pubblico ministero Gregorio Capasso, titolare del procedimento, ha depositato una integrazione probatoria relativa alla cessione dei diritti di credito azionati nella causa civile. La difesa di Di Fazio ha depositato il verbale dell’interrogatorio del proprio assistito e il magistrato si è preso un margine di tempo per esaminarlo. In aula si torna il prossimo 7 dicembre e c’è da aggiungere che Di Fazio ha anche rinunciato alla prescrizione.
Nelle carte dell’inchiesta è finita anche la transazione che il Consorzio fece con la società Lepanto, riconducibile ad un terzo imputato che è deceduto e che riguardava non soltanto la proprietà del terreno sull’area ex Orsal, ma anche i diritti di credito oggetto della controversia. Al centro del processo è finita l’area che si trova in viale XVIII dicembre a Latina, ceduta dal Consorzio di Bonifica ad un privato per 350mila euro appena qualche giorno prima della pronuncia di una sentenza del Tribunale su una causa che riguardava il Consorzio e il Comune. I fatti contestati erano avvenuti a Latina dall’8 gennaio al 18 marzo del 2004. «Riccardo Spagnolo e Guido Di Fazio, delegati alla vendita dell’area, avevano aderito all’offerta inducendo gli altri componenti del Cda a deliberare a favore del titolare della Lepanto la vendita diretta dell’area ex Orsal (12mila metri quadrati) per cui pendeva - aveva scritto il pm nel capo di imputazione - un giudizio civile tra il Comune e il Consorzio, procurando intenzionalmente un vantaggio patrimoniale al titolare della Lepanto a danno del Consorzio e del Comune, cedendo il valore dell’area per 350mila euro quando il valore del bene era almeno il doppio, come sostenuto da una sentenza del Tribunale civile di Latina del 2005». Sentenza che dichiarava il Comune proprietario per accessione invertita di tutti gli immobili dell’area ex Orsal, condannandolo al pagamento dell’importo ei 585mila euro a favore della Lepanto. Dopo l’iscrizione sul registro degli indagati il pm aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio; a distanza di quasi 12 anni dai fatti si ritornerà in aula il 7 dicembre per la conclusione.

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