Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 03 Dicembre 2016

.




A destra Costantino “Cha Cha” Di Silvio ieri mattina mentre esce dalla Questura di Latina per essere tradotto in carcere.
0

Cha Cha, il capo riconosciuto

Latina

Parla due lingue Costantino Di Silvio: italiano (stentato) e rom. E così quando deve trattare argomenti delicati con Salvatore Travali, tipo la «sfida alla polizia», alterna lo slang. Però le frasi che lo accreditano come capo sono italianissime e stanno tutte negli atti raccolti dalla Procura. Sostanzialmente Cha Cha è famoso per un paio di sue caratteristiche: è uno zingaro ma ha amici potentissimi, perfino parlamentari; è temuto di suo perché ha il controllo di altri criminali «di spessore».

Cha Cha è
considerato il capo
della banda
sgominata ieri dalla
squadra mobile.

A suo modo è l’anello di congiunzione tra il mondo di sotto della delinquenza in città e il mondo di sopra di certa politica e burocrazia.
Da questo punto di vista è un capo come tanti se ne sono raccontati nella cronaca recente, nonostante vada in giro in motorino e non armato ma piuttosto dimesso. Ma nella connotazione giudiziaria Costantino Di Silvio è molto altro. Questo: mandante dell’attentato al giudice Nicola Iansiti che è stato materialmente attribuito a Fabio Buonamano-Bistecca, ucciso nella faida del 2010; arrestato nell’ambito dell’operazione Lazial Fresco che ha portato all’omonimo processo sul traffico di droga a bordo dei camion della frutta; in questo procedimento di lui si scrive: «... ha il controllo sui fratelli Angelo e Salvatore Travali e su Viola Francesco» che devono dargli conto del loro operato.


Siccome è il capo gestisce anche la violenza: «... interviene su Salvatore Travali per indurlo ad astenersi» da una condotta violenta contro un commerciante cui «aveva quasi spaccato la testa»; però Cha Cha «quando serve e quando vuole si avvale dell’ala militare dell’associazione per riscuotere somme di denaro; e inoltre sempre lui risulta «avere il controllo degli eventi sportivi connessi agli incontri di calcio...in occasione di una partita rassicura Maietta (Presidente del Latina Calcio ndc) al quale dichiara la sua disponibilità ad un intervento, anche in forma violenta». Per ricapitolare: il capo di un gruppo di imponente spessore criminale, che usa armi e violenza per gestire l’usura e il traffico di droga, controlla gli eventi sportivi di una squadra di serie B del calcio.

Fa da paciere
ma se serve
ordina violenza per riscuotere somme di denaro dalle vittime.

Questo riporta l’ordinanza che lo ha condotto in carcere 24 ore fa. Ad agosto questo stesso personaggio ha certamente accompagnato la squadra al ritiro in Umbria e foto interne di membri della società lo ritraggono dentro il magazzino mentre smista le magliette della squadra. Nello stesso periodo in cui la polizia lo intercettava mentre parlava al telefono con il Presidente del Latina Calcio, il deputato di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta. E per ora dalla Latina che non finisce mai di stupire è... quasi tutto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400