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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Travali Angelo
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La scalata dei Travali

Latina

Fino al 2009 Angelo Travali «Palletta» non era nessuno (o quasi); nell’inchiesta don’t touch compare come il capo zona nominato direttamente da Costantino Di Silvio.
In sei anni la scalata. Da «assistente» di Massimiliano Moro viene arrestato nel 2009 con l’accusa di estorsione. E’ quello il primo guaio che combina Moro dopo il rientro in Italia e sarà anche uno degli ultimi perché Moro verrà ucciso a fine gennaio del 2010 nell’ambito della faida scatenata in seguito alla gambizzazione di Carmine Ciarelli.

Da ala complementare a leader, Angelo «Palletta» era un assistente di Massimiliano Moro.

Dopo è stato necessario un riassetto e sono venuti fuori «alla grande» i fratelli Salvatore e Angelo Travali, i più fidati collaboratori nell’organizzazione di Cha Cha, ma in compenso si occupavano di cose più importanti. In particolare Angelo è il numero due del sodalizio e Salvatore, insieme a Francesco Viola, Angelo Morelli quali custodi «direttamente o indirettamente di armi poste nella disponibilità della consorteria, compiere estorsioni» ma gestivano anche l’usura (con atti violenti) e attività commerciali.
Questa veloce e feroce scalata non è priva di controindicazioni che, infatti, ad un certo punto si ripercuotono contro lo stesso sodalizio.

I fratelli Travali da qualche anno non solo facevano un po’ come volevano con le istituzioni: hanno occupato le case Ater senza che l’Azienda si accorgesse di nulla e lo scandalo è emerso solo «per caso» quando la polizia ha cercato Angelo in quanto latitante. Lo ha trovato lì, in uno degli appartamenti degli Stecconi in Q4 in un appartamento arredato con grande dispendio di soldi in attesa che fosse pronto anche quello al piano di sopra che stava ristrutturando, sempre occupato illegalmente, sempre dell’Ater. No, i Travali cercavano di essere indipendenti e irriverenti anche dentro l’associazione per delinquere cui appartenevano tanto che le frizioni con Costantino Di Silvio non mancavano e neppure con Gianluca Tuma che era un po’ il vecchio «zio prudente» che assicurava la pax anche nei confronti delle vittime, mentre i Travali usavano metodi bruschi, troppo bruschi, da capi in ascesa appunto.


Infatti proprio Tuma viene descritto come mediatore «nelle situazioni di criticità interna all’associazione, derivanti da iniziative criminali autonome intraprese dai Travali, avvisando delle stesse Costantino Di Silvio e ricomponendo i conflitti con le persone offese al fine di preservare l’associazione da iniziative di polizia giudiziaria scaturenti da eventuali denunce». In questa organizzazione come in altre simili, sia esse di stampo camorristico che di I fratelli terribili: dalle case Ater occupate, alla latitanza, alle violenze indiscriminate che preoccupavano Tuma etnia rom, risulta fondamentale il collante della parentela: Angelo e Salvatore Travali sono figli di Giuseppe Travali, noto come Peppe lo zingaro, la pedina da cui sono iniziate alcune delle intercettazioni più importanti. Quando comincia l’inchiesta, Peppone si trova in regime di sorveglianza speciale.

La mamma dei due Travali, Maria Grazia Di Silvio, attualmente detenuta nel carcere di Perugia, è cugina di Costantino Cha Cha (che infatti per questo viene chiamato ‘zio’) e figlia di Clelia Casamonica, sorella di Vittorio Casamonica, il capostipite di Roma il cui funerale ha scatenato un putiferio ad agosto scorso. Ma a Latina Velia Casamonica, alias Vera Casamonica, non la conosceva quasi nessuno, perché all’Anagrafe era stata registrata con un errore nel cognome, «Casamoneco». Secondo l’informativa della polizia questo gruppo trova «tra i suoi elementi di forza anche vincoli parentali (essendo gli associati prevalentemente di etnia zingara) e che rafforzano evidentemente l'accordo criminoso».

In relazione a questo aspetto e nell’ambito delle intercettazioni finalizzate a rintracciare Angelo Travali quando era latitante (agosto scorso) è stato possibile «captare alcune conversazioni telefoniche in cui i suoi familiari discutono sull’opportunità o meno di recarsi al funerale di ‘ zio Vittorio’, proprio in ragione della latitanza di Angelo Travali.... ‘Zio Vittorio’ è poi stato identificato in Vittorio Casamonica, recentemente deceduto, e i cui funerali sono stati effettuati a Roma in data 20 agosto 2015».

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