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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Riscuotevano per le ricorrenze
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Riscuotevano per le ricorrenze

Latina

A Natale e Ferragosto hanno ricevuto 200 euro. Chiudevano un occhio in cambio di una mazzetta di denaro i due finanzieri che sono finiti agli arresti domiciliari nell’inchiesta condotta dai loro stessi colleghi, iniziata dopo i primi sospetti e la denuncia di un imprenditore di Cisterna che insieme alla moglie hanno messo nero su bianco. Il giro economico complessivo degli episodi contestati ammonta a 1600 euro e sono stati proprio i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza,diretti dal tenente colonnello Simoncini, ad indagare sui due colleghi infedeli che sono stati intercettati. 

La misura cautelare
è stata emessa dal gip
del Tribunale di Latina
Laura Matilde Campoli
su richiesta dei pm.

C’è una conversazione che riguarda i due indagati dove parlano di «Chiudere il paniere» e proprio questo ha lasciato ipotizzare agli inquirenti che hanno diretto le indagini che gli episodi fossero diversi. E’ un passaggio di una conversazione che appare molto indicativo sulle modalità con cui i militari eseguivano alcuni controlli. I due indagati, difesi dagli avvocati Angelo Farau e Gaetano Marino, saranno ascoltati entro dieci giorni dal giudice per le indagini preliminari Laura Matilde Campoli che ha emesso la misura restrittiva su richiesta dei due pubblici ministeri Claudio De Lazzaro e Luigia Spinelli che hanno condotto le indagini. 

Sono stati proprio gli stessi uomini del Nucleo di Polizia Tributaria che si sono accorti delle condotte sospette dei colleghi, ad indagare sulla base anche di una denuncia che era stata presentata da una coppia di imprenditori di Cisterna per dei fatti che erano avvenuti nell’estate del 2012. «Periodicamente davano ai due finanzieri delle somme di denaro» e quel periodo è stato contestualizzato a Natale e a Ferragosto. Oltre alla misura cautelare il Tribunale ha disposto per i due militari il sequestro preventivo dei beni immobili per un valore complessivo di un milione di euro.

C’è da aggiungere che l’attività condotta dagli uomini di Palazzo Emme, diretti dal comandante provinciale Giovanni Reccia ha evidenziato la comunione di intenti con la Procura di Latina nel combattere ogni forma di infedeltà e illegalità anche interna.

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