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Sabato 03 Dicembre 2016

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Le immagini captate dalle telecamere nascoste nella sede della tifoseria organizzata di via Mameli, oggi chiusa
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Schizzi sul sogno del calcio

Latina

Ogni capitolo un pugno allo stomaco di chi crede nel calcio al di là di ogni fede e di ogni evidenza. Costantino Cha Cha Di Silvio, di cui gli investigatori scrivono che era un potente capo, è tratteggiato altresì come uno che controllava gli eventi sportivi; e poi c’è la sede della tifoseria dove si spaccia droga e si organizza violenza; e c’è il Presidente-parlamentare che si rivolge all’amico sorvegliato speciale perché gli ritrovi la macchina che qualcuno (assai improvvidamente) gli ha rubato senza tenere nella dovuta considerazione le sue amicizie in quel certo ambiente. Ma c’è anche l’Asd Campo Boario nella quale Costantino Di Silvio e Gianluca Tuma dividono le quote ed è l’unico caso in cui sono soci alla luce del sole perché tutte le altre società Tuma le ha schermate mettendo dei prestanome, parenti e amici. In fondo, è abbastanza per parlare di un sogno perduto, o perlomeno ferito.

Quello che succedeva in via Mameli,
nel magazzino, nell’asd campo Boario
e con Maietta.


L’ultimo sogno pulito sporcato dalla presenza di pezzi di un’ organizzazione criminale, armata, violenta, spietata e cruda anche con quelli che il calcio lo frequentano. Francesco Viola (braccio armato di Cha Cha) era il «direttore» della sede dei tifosi; Cha Cha stava nel magazzino pur non avendo alcun ruolo della società né nell’organico ma si occupava pure di altro nelle categorie minori; e infatti parla con il responsabile della società «Agora», Benito De Filippis per lo scambio di giocatori; tra una frase e l’altra richiamano la possibilità che intervenga «Gianluca» (parlano di Tuma ovviamente, che è consocio in Asd Campo Boario); ma poi a De Filippis Cha Cha chiede anche un favore a proposito della patente ritirate a uno dei suoi e non si sa come va a finire quella richiesta.

La commistione di interessi che attraversa il calcio piccolo e grande fa male prima di tutto a chi in questo sport crede ciecamente e lo crede immune, almeno a questi livelli, dal peso di figure criminali di così elevata caratura. E’un’appendice apparentemente marginale dell’inchiesta, eppure cattura l’attenzione quasi più della mole di armi ed estorsioni che contornano tutto il resto, forse perché pure questo aspetto era, purtroppo, sotto gli occhi di tutti da tempo o perlomeno di molti, moltissimi.

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