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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Già sospesi
i due ispettori infedeli

Latina

La Guardia di Finanza li ha già sospesi dal servizio e sarà la loro condotta processuale, a partire dagli interrogatori di garanzia, a condizionare la prospettiva di una eventuale reintegra prima del giudizio. Ciro Pirone e Tarcisio Dell’Aversana, i due ispettori della Guardia di Finanza arrestati con l’accusa di concussione, saranno ascoltati lunedì dal giudice per le indagini preliminari Laura Campoli, la stessa che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta dei due pubblici ministeri Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro.

I due indagati
sono stretti
dalle intercettazioni
e dalle indagini
patrimoniali
effettuate dai
colleghi sul loro conto.

Messi alle strette da una serie di intercettazioni inequivocabili e da una serie di indagini patrimoniali condotte dai loro stessi colleghi, i due indagati, difesi dagli avvocati Gaetano Marino e Angelo Farau, non hanno di fronte molte alternative: tacere, per dare ai rispettivi difensori la possibilità di acquisire tutti gli atti del fascicolo processuale con un ricorso al Riesame, oppure rendere piena confessione per aprirsi la strada verso un giudizio con un rito alternativo. I due dovranno anche tener conto del fatto che sulla loro posizione peserà l’esito delle dichiarazioni che gli inquirenti raccoglieranno dagli otto imprenditori pontini che compaiono nell’ordinanza in veste di persone offese: difficilmente qualcuno di loro sarà disposto a correre il rischio di una incriminazione per falsa testimonianza o peggio ancora di aprire la strada a ipotesi di reato diverse, come la corruzione.


La condotta illecita dei due ispettori è del resto lampante: in prossimità delle ferie di Ferragosto e delle festività natalizie i due facevano il giro dei concussi, dai quali ricevevano somme di denaro che per il momento, come emerge dalla testimonianza di una coppia di imprenditori di Cisterna, non andavano oltre le poche centinaia di euro. Ma non è detto che le «tariffe» della concussione non fossero diversificate a seconda dell’importanza e delle disponibilità dell’imprenditore concusso, anzi, questa è già qualcosa più di un’ipotesi stando alla disponibilità di beni e denaro da parte di entrambi gli indagati.

La Procura ascolterà gli otto imprenditori
concussi per avvalorare
i contenuti delle
intercettazioni.


La sproporzione evidente tra il valore dei beni stessi e i redditi e le attività economiche di entrambi hanno indotto il giudice a disporre la misura del sequestro preventivo dei beni di Pirone e Dell’Aversana, e secondo gli accertamenti già conclusi dalla Guardia di Finanza, i due indagati non avrebbero potuto accumulare tutti quei beni nemmeno percependo tangenti di poche centinaia di euro alla volta, benché le condotte concussive siano retrodatate a partire dal 2012.

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