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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Il cimitero di Latina
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Un ampliamento
a ostacoli

Latina

Rinnovare il vincolo preordinato all’espropriazione dei terreni per l’ampliamento del cimitero. Quello precedente è infatti scaduto lo scorso 28 maggio. E’ questo l’ostacolo maggiore alla prosecuzione del progetto per allargare l’attuale area del cimitero comunale di via delle Rimembranze. In Comune il commissario prefettizio Giacomo Barbato ha studiato le carte e sta cercando di capire se sia appunto il caso di procedere, anche se tutto ha dei tempi alquanto lunghi, in quanto va approvata una variante urbanistica che reiteri i vincoli e trasformi quella zona a servizi cimiteriali.

Il commissario
potrebbe presto  approvare  definitivamente
l’opera pubblica ma poi
serviranno altri passaggi.

E’ evidente che bisogna poi raccogliere i pareri e tutto ciò che ne consegue. Ma questa sembra la strada per evitare che il contenzioso con la Ipogeo vada a sentenza, dal momento che a quel punto la società che gestisce il cimitero potrà iniziare i lavori di ampliamento previsti dal progetto di finanza ottenuto dal Comune. Nell’ultima conferenza dei servizi tenutasi lo scorso aprile, la questione fu già affrontata, ma poi inevitabilmente finì nel cassetto a causa della caduta dell’amministrazione Di Giorgi. Nella riunione sono stati affrontati i passaggi necessari per procedere sulla questione dell’ampliamento. Il primo punto è quello rispetto al quale probabilmente la gestione commissariale prenderà una decisione già nelle prossime ore, ossia l’approvazione definitiva del progetto dell’opera e quindi la volontà di realizzarla.

L’altro è appunto quello della reiterazione del vincolo espropriativo, per il quale serve una variante al Prg. Ma per arrivare ad essa, è necessario riprendere tutti i pareri necessari. Tradotto: ci vuole tempo ed è probabile che, se l’iter venisse avviato dal commissario, si concluderebbe con la prossima amministrazione attraverso un voto in Consiglio comunale. Nella riunione del 28 aprile scorso l’allora dirigente del servizio urbanistica, Alessandra Pacifico, spiegò come «le modalità relative alla reiterazione del vincolo espropriativo necessariamente dovranno seguire l’iter procedurale di adozione della variante e successiva approvazione». 

In conferenza
dei servizi è stata anche avanzata l’ipotesi di esumare 20 mila salme nella parte storica
dell’attuale cimitero.

Lo stesso confermò l’avvocatura. Dunque, un percorso lungo e tortuoso ma inevitabile. E’ chiaro, alla luce di questo scenario, che i problemi di capienza non saranno risolti in tempi stretti e bisognerà andare avanti con periodiche realizzazioni di loculi provvisori. Gli ultimi sessanta sono stati autorizzati solo pochi giorni fa, al costo di 38 mila euro. Nello scorrere il verbale della conferenza dei servizi è interessante leggere quel che diceva l’architetto Giovanni Della Penna, dirigente del servizio edilizia pubblica e privata: «ritengo inutile la procedura di approvazione del progetto definitivo dell’opera in quanto è dimostrata la disponibilità di circa 20 mila sepolture nella parte storica del cimitero, che ai sensi del vigente regolamento di polizia mortuaria, possono essere esumate anche in assenza di reali certificati, con la procedura contenuta nel regolamento stesso».

Tra l’altro, proprio riguardo al regolamento, ne esiste una bozza nuova, mai approvata dall’ente, rimasta in un cassetto. Sempre rispetto al cimitero, c’è una nuova possibile tegola in arrivo per i cittadini. La tassa sul morto tanto vituperata è legittima. E negli uffici si sono accorti che bisogna recuperare anche le somme anticipate negli anni passati dal Comune ma il cui pagamento spettava ai cittadini. E’ facile prevedere che invece di 15 euro, le prossime bollette saranno più salate.

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