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Domenica 11 Dicembre 2016

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L’ala militare dedita all’usura ,  temutissima e pericolosa
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L’ala militare dedita all’usura ,
temutissima e pericolosa

Latina

E’ quello della cosiddetta «ala militare» il nucleo emblematico e più pericoloso dell’associazione per delinquere finita in carcere con l’operazione di polizia «Don’t touch». Il quadro generale di questa struttura che emerge dagli atti dell’inchiesta rappresenta esattamente la dimensione del potere criminale assunto negli anni da personaggio quali i fratelli Angelo e Salvatore Travali, Francesco Viola e Angelo Morelli. La pagina più inquietante è quella raccolta dagli uomini della squadra Mobile nel settembre 2014, dopo essere casualmente intervenuti in via Pierluigi Nervi in seguito alla chiamata con richiesta di aiuto pervenuta al 113 della Questura. 

Un debito di 800 euro
maturato per 10 grammi
di cocaina cresce fino
a 30.000 euro, tra
pestaggi e minacce.

Un sorvegliato speciale di 24 anni che si sentiva seriamente minacciato aveva chiesto l’intervento della polizia, che dopo averlo sottratto ad un pestaggio lo aveva condotto in Questura e preso a sommarie informazioni. Il giovane aveva riferito che quattro anni prima, nel 2010, aveva ricevuto circa 10 grammi di cocaina da Francesco Viola concordando il pagamento di 800 euro, ma di essere riuscito a corrispondergli soltanto 250 euro. Poco tempo dopo, per far fronte al debito residuo, il 24enne sorvegliato rapinò un esercizio commerciale ricavandone 400 euro, e ne diede 150 al Viola. Arrestato per la rapina, il giovane rimase due anni in carcere. Lo stesso giorno in cui gli furono concessi gli arresti domiciliari, il 9 giugno 2013, fu raggiunto a casa da Francesco Viola che gli chiese in che modo intendeva restituirgli il denaro che gli doveva, quantificando il debito in 4.500 euro, per via degli interessi maturati.

Nei mesi che seguirono, il Viola ricevette 2000 euro in ratei che variavano da 200 a 500 euro. Un anno dopo, lo stesso Viola annunciava al malcapitato che il debito era salito a 9.500 euro, e gli propose la soluzione: si fece consegnare copia della carta di identità, la tessera sanitaria e l’Iban della convivente del sorvegliato speciale debitore, annunciando che con quei documenti avrebbe acceso un finanziamento per l’acquisto di un’auto Mini minor nuova, che l’avrebbe subito rivenduta sottocosto per 20.000 euro, che avrebbe trattenuto i 9.500 euro per sé e che il resto lo avrebbe restituito al debitore. Ma questo è soltanto l’epilogo della storia nata quattro anni prima.

I creditori diventano tre
e fingono ognuno di
aiutare il malcapitato
che si ritrova strozzato.

Perché durante tutto quel tempo, il 24enne sorvegliato speciale, nel tentativo di liberarsi del Viola, aveva chiesto del denaro ad un amico, Angelo Morelli, che dopo avergli consegnato in due diverse occasioni la somma complessiva di 2.000 euro, ne voleva indietro inizialmente 3600, ma quella somma era poi lievitata fino alla pretesa di 18.000 euro. Chiesta la «mediazione» di Costantino Cha Cha Di Silvio, il ragazzo era riuscito a far scendere il debito col Morelli fino 8.500 euro. Dopo essere stato più volte malmenato dal Morelli perché non riusciva comunque a fronteggiare il debito, il 24enne ha finito per rivolgersi ad Angelo Travali per farsi prestare 2500 euro, cosa avvenuta. 

Ma benché avesse restituito l’intero importo, poco tempo dopo si era sentito chiedere dal Travali ulteriori 10.000 euro a titolo di interessi. Così, per farla breve, da un debito di circa 600 euro il malcapitato aveva accumulato un debito con tre soggetti diversi per complessivi 30.000 euro. la sera in cui fu soccorso dalla polizia, sotto l’abitazione del 24enne c’erano ad aspettarlo Salvatore Travali, Angelo Travali, Angelo Morelli. Mancava all’appello soltanto Francesco Viola. Incrociato il padre del ragazzo che stavano cercando, i quattro lo avevano selvaggiamente picchiato facendolo finire in ospedale. Una volta finito di raccontare il suo calvario ai poliziotti, il ragazzo non ha inteso sottoscrivere il verbale con le dichiarazioni appena rese. Aveva troppa paura delle conseguenze cui sarebbe andato incontro con una denuncia. La deposizione è agli atti, ma il uso valore oggi è esclusivamente esplicativo. Questa è Latina.

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