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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Cade l’accusa di mafia  per Rocco Crupi
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Cade l’accusa di mafia
per Rocco Crupi

Latina

Il giudice per le indagini preliminari della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza relativi alla contestazione di associazione per delinquere di stampo mafioso mossa nei confronti di Rocco Natale Crupi nel decreto di fermo di indiziato di delitto disposto dai pm Antonio De Bernardo e Paolo Sirleo e vistato dal Procuratore Aggiunto Nicola Gratteri.

Stupefacenti occultati
tra i fiori sui camion
diretti in Olanda
La rete ricostruita
dagli investigatori.

Il provvedimento, eseguito il 28 settembre scorso, era stato convalidato dal Gip Giuseppe Cario e poi trasmesso alla competente Procura di Reggio Calabria dove la posizione di Rocco Crupi, difeso dagli avvocati Giuseppe Belcastro e Santo Furfaro, è stata ridimensionata. L’indagato, imprenditore 49enne titolare di un’azienda florovivaistica con sede a Latina, benché sollevato dall’accusa più insidiosa, resta comunque in stato di arresto per le accuse di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e per il concorso nella ricettazione di un notevole quantitativo di cioccolata sottratta dai magazzini di una grande azienda dolciaria, accuse mosse in un secondo decreto di fermo disposto dalla Procura di Roma. 

Lo stesso Rocco Natale Crupi è attualmente in attesa della fissazione dell’udienza del Riesame di Roma che dovrà affrontare il ricorso presentato dagli avvocati Giuseppe Belcastro e Pierluigi Angeloni contro il provvedimento disposto dalla Procura di Roma. Stando quindi alla decisione assunta dal Gip di Reggio Calabria, rispetto all’accusa di associazione per delinquere, l’unica contestatagli dai magistrati calabresi secondo i quali «...avrebbe coadiuvato Crupi Vincenzo e Macrì Vincenzo nello svolgimento delle attività lecite e illecite riconducibili al sodalizio, rimanendo stabilmente a disposizione dei sodali sovraordinati...», Rocco Natale Crupi potrebbe essere immediatamente rimesso in libertà qualora anche le accuse formulate dalla Procura di Roma dovessero venir meno.

In quel provvedimento, l’imprenditore che gestisce l’azienda di borgo San Michele viene invece indicato in diversi capi di incolpazione come partecipe delle attività di traffico di sostanze stupefacenti importate dall’Olanda. Secondo la ricostruzione fatta dai magistrati calabresi e romani della Direzione Distrettuale Antimafia attorno alle attività florovivaistiche dei fratelli Crupi si celava un imponente traffico di sostanze stupefacenti acquistate in Olanda col denaro proveniente da diversi gruppi organizzati del sud Italia, dalla Sicilia alla Calabria fino alla Campania, e poi riportate nel nostro Paese con i camion che trasportavano i fiori. La droga, soprattutto cocaina, non arrivava mai a Latina, ma veniva ceduta lungo l’itinerario di rientro, a volte nel nord Italia, altre nei pressi di Roma. Per quella vicenda sono state arrestate oltre venti persone.

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